giovedì 12 settembre 2013

Il diavolo nei dettagli - Il gran ballo delle obbligazioni bancarie


Oggi, contrariamente alla tradizione della rubrica, ci occuperemo di una intera Asset Class e non di un singolo titolo.


Mi pare infatti che alcuni nodi si stiano approssimando al pettine, anche se non sono ancora conclamati.


Nell'immaginario dell'investitore medio le obbligazioni sono "sicure" e quando si comperano non si tende a sottilizzare.

Naturalmente le vicende Cirio, Argentina, ed i "titoli tossici" hanno contribuito a rendere questa certezza un po' meno forte, ma in fondo ci si fida ancora della propria banca e dell'obbligazione che ci viene proposta dall'"amico".
 

Specie se poi la banca è quella locale e non un Leviatano internazionale.

Così il "consulente", al momento del rinnovo del titolo scaduto, la butta lì: "Perchè non prende anche un po' delle nostre obbligazioni? Rendono come i titoli di Stato." (ovviamente se rendono di più batterà la grancassa e, se rendono di meno, sarà "per diversificare").

Naturalmente pochi al momento dell'acquisto baderanno a cosa firmano. E meno ancora sono in grado comunque di capire cosa stanno comperando.

Possiamo dire - certi di essere capiti da tutti - che comperare una obbligazione bancaria vuol dire dare i soldi alla banca perchè li usi per il suo business.


Qui inizia il difficile, però.

Infatti ci sono una infinità di "cassetti" dove la banca può mettere i soldi che gli prestate.
Alcuni sono più sicuri altri lo sono meno.


Pertanto alcuni bond assomigliano alle azioni (e per questo sono remunerati maggiormente).

Quindi se le banche sono in difficoltà alcune obbligazioni sono molto più pericolose di altre.


Ma tanto le banche sono stabili e sicure... o no?


Ecco la sintesi di un rapporto di Royal Bank of Scotland di alcuni giorni fa.





Il quadro generale

Secondo RBS da maggio 2012 le banche dell’Eurozona hanno già ridotto asset per  2900 miliardi di euro, in gran parte attraverso svalutazioni e perdite sui crediti.
 
Queste sono misure ancora insufficienti in quanto a fronte di attivi per 32.000 miliardi, più di tre volte il Pil europeo, il sistema dovrà tagliare altri 3200 miliardi di asset.
 
Lo scenario evidenziato si basa sui livelli più alti di patrimonio e di leva finanziaria richiesti dalle nuove regole di Basilea 3, che entreranno in vigore l’anno prossimo.
 
Agli istituti medio-piccoli, tocca dare una “sforbiciata” attorno ai 2,6 miliardi.
Tra gli istituti di credito che avranno necessità di un appoggio esterno per l’impossibilità di farcela con propri mezzi o tramite aumenti di capitale, troviamo banche di media dimensione italiane e spagnole.
 
Le grandi banche dovranno tagliare asset per 661 miliardi, tutto sommato una cifra “possibile”.


Banche Grandi
Sono in in vista gli stress test sui 130 istituti bancari più importanti dell’Eurozona, passaggio obbligato per il loro passaggio sotto la vigilanza bancaria unica europea.
Tra i grandi che non se la passano bene, a livello europeo si notano: 

Banca
Ipotesi di ricapitalizzazione  (mld euro)
Deutsche Bank
18
Credit Agricole
17
Barclays
12
Société Générale
6
Commerzbank
2


Banche piccole e medie
Dovranno diminuire il credito per rinforzare il capitale. Questa tipologia di istituto avrà grosse difficoltà a tagliare i crediti alle imprese, specialmente alle pmi.

Risulta quindi possibile un aumento di salvataggi pubblici. A farne le spese non saranno solo i contribuenti ma anche soci e risparmiatori in possesso di obbligazioni subordinate.




La domanda quindi è: "ma cosa sono le obbligazioni subordinate?" La risposta (molto semplicistica) è qui (non cliccate se avete già cliccato il link precedente).

Specifico, per amore di precisione, che la stabilità dell'Unicredito al momento è fuori discussione, a differenza di altre banche sulle cui difficoltà i giornali iniziano a raccontare. 

Chiedetevi adesso: 
I miei titoli sicuri sono veramente sicuri? 
Ma dove diavolo ho messo le carte relative ai bond che ho comperato?
Sono in grado di capire da solo quali sono i titoli sicuri?

Naturalmente per gli obbligazionisti c'è anche un altro pericolo in agguato, ma ne parleremo la prossima volta.

2 commenti:

guido giaume ha detto...

MILANO, 23 settembre (Reuters) - In relazione ai titoli Mps
Capital Trust II Noncumulative Floating Rate Guaranteed
Convertible "Fresh" preferred securities e i titoli preferred
Antoveneta Capital Trust I e Antoventa Capital Trust II, Mps
eserciterà la facoltà di non procedere al pagamento
degli interessi maturati alle prossime date di pagamento
cedolari previste a partire rispettivamente dal 30 settembre, 21
settembre e 27 settembre.
E' quanto si legge in una nota diffusa nella serata di
venerdì.

guido giaume ha detto...

19/10/2013

Lettera segreta di Draghi alla Ue:
"No al giro di vite sui bond bancari"
Bce contro la Bundesbank: pericolose le nuove regole europee sui bilanci degli istituti di credito. La missiva inviata il mese scorso alla Commissione europea

http://www.repubblica.it/economia/2013/10/19/news/lettera_draghi_alla_ue-68916749/