venerdì 23 ottobre 2015

Il diavolo in cattedra: conti di deposito. Quando le banche sono "trasparenti" come i diamanti


Negli ultimi anni mi sono più volte scagliato contro l'investimento in diamanti (anche qui).

Ma non l'ho fatto per odio verso quei bei sassolini. La mia è una avversione generica agli investimenti poco trasparenti.

In altre parole è bene sapere quanto si rischia prima di investire.
Chi vuole capire il perchè di queste mie affermazioni deve leggere due post: cosa è un prezzo e quello dove "spiego" come la struttura di mercato influisce sui prezzi.

Per riassumere invece il concetto in una battuta: se c'è un mercato efficiente dove le informazioni circolano liberamente c'è vantaggio per tutti. Altrimenti c'è vantaggio solo per alcuni (e questi in genere non sono i miei lettori).
 
Gli ultimi che hanno imparato a loro spese la lezione sono gli azionisti della Popolare di Vicenza.
Hanno comperato fuori mercato a
circa 60 euro circa una azione che forse vale un quarto di quel prezzo.


Capite quindi che un mercato dove le notizie circolano poco, possa - anche in assenza di profili di rilevo penale - essere svantaggioso per molti e vantaggioso per pochi.



Dopo questa lunga ma necessaria premessa arrivo all'argomento odierno.

Tutti noi sappiamo come funzionano i conti di deposito.

Si vincola una somma per alcuni mesi e si ottiene un tasso di rendimento più o meno allettante.

Certi Istituti offrono di più, altri di meno.
Tendenzialmente siamo spinti a scegliere il rendimento maggiore.

Ma è corretto scegliere basandoci
solo sul rendimento offerto?

La questione è che ad ogni rendimento è associato un rischio.

Quindi sarebbe giusto ordinare i rendimenti correggendoli per il rischio.

La domanda quindi è: "Come avere una idea almeno spannometrica dei rischi che si corrono affidando i propri risparmi ad una certa banca?"
Esiste (mi perdonino i lettori più tecnici) un "numeretto" che indica la solidità della banca. Si chiama CET1 ed è un rapporto tra il capitale ed i prestiti della banca. Più il coefficiente è alto e più la banca è sicura.

In verità esistono anche altri metodi per stimare il rischio di una banca, ma sono ancora di più per addetti ai lavori.


Notate anche che non sto parlando della sicurezza di una banca in quanto depositaria dei vostri titoli obbligazionari o azionari, sto parlando proprio e solo dei soldi che affidate alla banca nei conti correnti e nei conti di deposito.

Ebbene non è possibile fare una classifica delle banche più solide perchè i risultati dei test che producono il CET1 sono un dato riservato.

I coefficienti elaborati dalla BCE sono confidenziali, ovvero è facoltà della banca comunicarli o meno.

Insomma proprio l'opposto di come la banca tratta voi quando andate a chiedere un prestito: vuole sapere tutto, non solo di voi ma anche dei vostri familiari. 

E visto che è facoltà degli istituti diffondere il proprio CET1 chi lo comunicherà?

Chi è nei guai, ma non troppo, per far vedere che in fondo non va così male.
E i primi della classe.

Gli altri non avranno incentivi a dare informazioni chiare sulla loro stabilità e quindi voi non avrete idea se l'offerta di una frazione di punto percentuale in più valga la candela.


Vedete come è importante la simmetria nel mercato? Quando prestate i soldi alla banca non potete avere le stesse informazioni che la banca pretende da voi, nel caso opposto.
Una mentalità medioevale.


A questo punto qualcuno potrebbe dire: "Ma che importa, tutti i depositi sono garantiti per Legge dallo Stato fino a 100 mila euro, per intestatario e per banca".

Vero. Ma 

1) se si hanno più di 100 mila euro?
2) Vi piace così tanto trattare con chi vi tratta in modo asimmetrico?

Non solo. Le leggi cambiano. Immaginate se ci fosse una crisi bancaria grave. Non sarebbe possibile per il politico di turno decidere di tutelare solo 100 mila euro in TUTTO il sistema bancario e non più i 100 mila per OGNI banca?

Ci sarebbe una rivoluzione? Dite?

L'impatto di un tale provvedimento sarebbe molto conveniente per lo Stato.
Ma anche molto popolare perchè si "fregherebbero i ricchi".

Il governante di turno direbbe: "Ho cambiato la regola perchè non è giusto che in questo momento io vi aumenti le tasse per rifondere i ricchi: costoro hanno depositato i loro soldi nelle banche meno sicure per guadagnare di più. Loro lo sapevano che non correvano un rischio perchè in caso di guai avreste pagato voi con le vostre tasse. Ma io vi ho difeso".

Fantascienza? In Austria è già successo qualcosa di simile a gennaio di quest'anno.

Insomma la direttiva Cipro si avvicina e il pubblico italiano non ha ancora capito che le banche hanno "cambiato pelle" da anni. 

lunedì 12 ottobre 2015

Poste Italiane - Conviene aderire all'IPO?

La mia posizione sulle IPO è nota, almeno ai lettori che mi seguono da tempo:
esiste una asimmetria informativa tra chi vende e chi compera che è tutta a favore del venditore.

Quindi un aderente ad un'opa potrà fare un buon affare solo se il venditore glielo concede

Che la mia opinione aprioristica possa essere foriera di cattivi affari è sotto gli occhi di tutti, poiché, per esempio, sconsigliavo, sempre aprioristicamente, l'opa di OVS che ha fatto meglio del mercato.

Occorre aggiungere però che i conti per un investitore si devono fare "alla fine". Per esempio EGP (fine 2010) non si è discostata troppo dall'indice di riferimento e quindi non ha nè favorito nè danneggiato un acquirente. Lo ha solo fatto rischiare inutilmente concentrando il suo rischio.

Resto quindi dell'idea che per un investitore "non accompagnato" vale sempre la regola che è meglio non procedere con l'acquisto di azioni singole.


Una bella disamina delle attività di Poste Italiane la fa il mio amico Corrado Griffa qui.

Vi invito a leggerla.

Allora meglio non comperare, anche stavolta?

NI

Una considerazione "esterna" mi induce a valutarne attentamente l'acquisto, (sempre che si abbia un profilo di rischio adeguato e dopo aver letto tutti i documenti) solo a fini speculativi, badando bene di non farlo perché si vuole puntare ad incassare il bonus tra 1 anno.

Gli è che (direbbe Montanelli) siamo sotto il regno di Matteo 1° il Guiscardo, e questa operazione è la prima dopo la famosa stagione delle "privatizzazioni".
L'Italia deve ripartire, il popolo deve "vederlo".

Questa operazione deve andare bene per motivi politici. E' quindi possibile che queste azioni salgano prima che i nodi arrivino al pettine.

Per favore - se ti è piaciuto il mio post - condividilo sui social!

NB Presente il post  non deve essere considerato come una sollecitazione ad investire in azioni o altri strumenti di investimento, nè come una consulenza finanziaria personalizzata.