giovedì 29 dicembre 2016

Oro e Fincantieri

Buongiorno a tutti!

Le mie ferie sono andate a pallino. Pazienza, sono cose che capitano.
Invece di dormire e godermi un po' di quiete ho tempo di rimestare tra i dati.

Quindi, giusto per non perdere tempo, dopo aver preso atto dello strappo di Banzai, fortunosamente previsto una decina di giorni addietro, adesso ho identificato Fincantieri e l'oro.

E' la prima volta che seguo il metallo prezioso: decisamente sono cauto perché la cosa migliore secondo me sarebbe aprire un future piuttosto che comperare un etf.

Però i future sono oggetti ai quali non sono troppo avvezzo, e tecnicalità come contango e backwardation - sulle quali dovrei rispolverare un sacco di nozioni dimenticate - mi inducono alla prudenza. Il rischio di fare una previsione corretta e di non guadagnare per un dettaglio tecnico è possibile.

Su FCT invece sono maggiormente confidente. Fatta una previsione si capisc ein fretta se va bene o va male. Roba da nonnine, quindi adatto a me.

martedì 20 dicembre 2016

Il titolo che ti aspetti... Saipem e Banzai

Un pensiero ultrarapido prima di entrare in riunione.

Oggi Mediobanca dice che Saipem ha finito la corsa.
Qualsiasi graficista vi dirà invece che l'obiettivo è 0.90.

Chi avrà ragione? Che nei prossimi tre giorni possa scendere è possibile, ma non potrebbe essere una occasione di acquisto?

E che dire di Banzai?
la sfortuna dei graficisti è che sono come i critici d'arte. Devono descrivere con parole quello che sentono e devono giustificare con argomenti inconsistenti da un punto di vista intellettuale un prezzo.
Perchè un Picasso vale così tanto? Non si può mica applicare il metodo DCF per valutarlo.
Allora si deve provare a fatre una analisi sulle dimensioni e sulle recenti transazioni.
Allora io affermo che dalla mia analisi dei flussi di domanda ed offerta Banzai salirà.

E solo domani vedremo se si tratta di un Modigliani autentico o di una bufala.

venerdì 16 dicembre 2016

...che dalle BCC mi guardo io

Il tempo è tiranno e invece qui ci sarebbe da scrivere per un bel po', fare studi e ricerche, approfondire...

Abbiate pazienza. Eventualmente stimolatemi a ritornare su qualche parte di questo post che vi possa interessare.


In questi giorni ho avuto modo di esaminare una proposta di investimento.


Ho notate due cose.

Il bancario che aveva stilato la proposta ha inserito praticamente tutti gli strumenti che aveva a disposizione, suddividendo l'importo in base alla sua stima della propensione al rischio del cliente.

Interessante notare che io l'avevo percepita in modo differente. Già qui si potrebbe scrivere un libro, ma tant'è...


Quello che mi interessa evidenziare è che la diversificazione eseguita spalmando una cifra su n. prodotti omogenei diventa un boomerang: una diversificazione naive non tiene conto di fenomeni come le correlazioni e quindi diventa dannosa.

Mi spiego meglio.

Se la Investibene sgr ha un numero limitato di fondi (peraltro anche buoni, secondo Morningstar) e si investe 5 sul fondo azionario, 20 sul bilanciato, 40 sul bilanciato prudente della stessa famiglia, facilmente non sto facendo diversificazione.
Se scende l'azionario scenderanno anche gli altri in proporzione.
Diversificare bene vuol dire: scende uno ma sale l'altro...

Ma non è questo l'argomento che mi ha fatto venire l'orticaria.

La parte per così dire "prudente" della proposta prevedeva l'investimento in due obbligazioni della casa ed un certificato di deposito.

Il certificato di deposito dovrebbe essere garantito come il c.corrente, ma non ho modo di esserne sicuro per una serie di ragioni che tralascio...

Quello che mi pare invece emergere con chiarezza è che le obbligazioni proposte, rendono come un Titolo di Stato di analoga duration ma - come si evince dal prospetto - la banca non si impegna a riacquistarle e naturalmente sono soggette a bail in.

Quindi se uno vuole disinvestire prima della scadenza o per necessità o per timori sulla solidità deve sperare di trovare un acquirente.

E questo ci rimanda a vicende similari di investimenti di valori illiquidi a clientela inesperta.

Per indorare la pillola nel prospetto informativo si scrive che le obbligazioni sono coperte dal fondo di garanzia degli obbligazionisti delle BCC.

Non ho tempo di fare una indagine approfondita, e quindi potrei in qualche modo arrivare a valutazioni affrettate, però mi chiedo: il fondo in questione ha una capienza di 500 milioni di euro. Basteranno? Non basteranno? Non so.

Ma perché comperare un titolo illiquido e dalla solvibilità "dubbia" (sarà inferiore o superiore a quella dello Stato Italiano), che non verrà mai quotato, quando è possibile scegliere - senza praticamente perderci - in un titolo di Stato?

Insomma. La strada verso una consulenza che non sia mera vendita di prodotti propri mi pare ancora lunga.








sabato 26 novembre 2016

Addio Fidel - Riflessioni sulla morte e sul Super Enalotto

L'annuncio della morte di Fidel è stata accolta con rammarico da alcuni e con esultanza da altri.

Anche se ragionevolmente potremmo concordare che la morte non sia il male maggiore o la cosa più importante che possa accadere ad una persona, resta un evento che polarizza l'attenzione.

La nostra mente è infatti affascinata dagli eventi estremi, quelli che in finanza sono definiti con elevata skew.

Non c'è dubbio che la morte o la vincita di una montagna di soldi siano eventi universalmente affascinanti proprio perché dotati di elevata skew.

E ancora, non è un caso che per la massa della gente sia meglio vincere il primo premio del Superenalotto che la medaglia Fields, perché è più comprensibile un evento ad elevata skew materiale piuttosto che intellettuale.

Tuttavia la nostra mente resta maggiormente affascinata da uno o dall'altro, in fondo, per le medesime ragioni. E' una questione di pesi.

Come sempre il nostro cervello ci guida, e troppo spesso inconsapevolmente.

Come avevo scritto, tempo addietro, una buona chiave interpretativa del nostro agire è stata fornita da S. Reiss dell'Università dell'Ohio.

In sostanza, secondo questa teoria, esistono 16 comportamenti di base, insiti nella mente di ciascun uomo. Sono una sorta di tavolozza motivazionale.
Poi, per ragioni poco chiare, durante la nostra formazione, sviluppiamo 4 o 5 valori che daranno la spinta concreta al nostro agire.

Tra questi naturalmente ci sono sia la necessità di uguaglianza sociale che la volontà di indipendenza ed auto-realizzazione.

Capite bene dunque che per un individuo con elevata sensibilità all'uguaglianza sociale, Fidel sia diventato o possa diventare un idolo.

Nell'interpretazione delle azioni del Lider Maximo - che necessariamente è soggettiva - avrà per taluni maggior peso quanto ha fatto con l'obiettivo della parità, piuttosto di quanto abbia limitato la libertà degli oppositori.
Per altri invece sarà l'inverso.

L'equazione potrebbe essere: 10 mil. di cubani adesso hanno molto di più di quanto avevano prima e 6000 condanne a morte con qualche migliaio di detenuti politici sono un prezzo (non) accettabile.

Anche se la retorica racconta che è meglio la libertà rispetto alla materialità, abbastanza spesso i rivoluzionari, animati dalla volontà di libertà hanno poi represso la dissidenza e comperato la popolazione quiescente con "la roba".

E non sono affatto sorpreso che questo Papa così attento alle disuguaglianze abbia espresso sincero rammarico per la morte di un comunista.



Segnalo infine con orgoglio che mio figlio mi ha aiutato nella revisione del post.


giovedì 24 novembre 2016

Diamanti e cedole - Un triste epilogo ed una facile previsione

Buongiorno

oggi apprendo dalla Reuters che

"Borsa Diamanti d'Italia... non ha mai condiviso che i diamanti fossero venduti a scopo di investimento a prezzi fino al doppio del listino Rapaport e senza un'attività di consulenza personalizzata"

e che

"Le banche incassano una corposa commissione sulla vendita solo per svolgere attività di segnalazione e di raccolta ordini, mentre il contratto di acquisto viene firmato dal cliente solo con il broker di diamanti partner della banca".

Ma queste cose chi mi segue le sapeva già da anni basta vedere Qui e Qui.

Non è per fare il saputello perché non ho la sfera di cristallo e le mie belle pirlate le dico anche io. Ma ci sono alcuni argomenti che sono decisamente facili da prevedere poiché la conclusione è insita nella loro stessa natura [cfr. la rana e lo scorpione].


Un altro argomento che è in divenire ma il cui epilogo è facilmente prevedibile "a priori" è quello dei certificati con cedola che stanno fioccando in questo periodo.

Adesso che si prendono le distanze dai diamanti, il conto economico
lo si dovrà pur far quadrare in qualche altro modo, visto che i tassi sono a 0 e prestare denaro non rende.

Inoltre poiché l'investitore italiano vuole vedere "le cedole" ci sono fior di istituzioni e consulenti che gliele fanno vedere, anche dove non ci sono.

In questo periodo (non faccio nomi per non fare ingiustizie) ci sono quotidianamente offerte di certificati legati ad azioni. La scommessa è così descrivibile.

Ci sono 3 azioni che oggi quotano X, Y, Z.
Tu investitore mi dai 1000. Entro un mese io ti darò una prima cedola del (per es. 10%). Poi ti pagherò uno 0.5% al mese se le oscillazioni del titolo non scendono sotto una certa barriera.

Se il prezzo del titolo sale oltre un tot, il contratto si chiude in anticipo e ti restituisco i soldi. Se il prezzo scende oltre la barriera ti prendi i titoli (che valgono non più del 40%-50% del valore odierno.

Senza entrare nei tecnicismi o nel dettaglio  basta seguire la logica.



il contratto dice

1) compera (di fatto) una azione o un paniere di azioni.
2) se l'azione
sale molto la devi rivendere a chi ti ha fatto il contratto.
3) se l'azione scende molto te la devi tenere.

Se mi permettete una ardita metafora è come sposarsi la suocera invece che la moglie.


martedì 15 novembre 2016

Post al volo - Che succede al Monte Paschi?

Buongiorno ai miei lettori.

Oggi una chiacchiera molto veloce, da bar, giusto per tenervi informati su cosa sta succedendo al Monte Paschi.

Immagino che a molti non sarà sfuggito che il titolo azionario è in altalena a colpi di + o - 10% ed oltre.

La situazione

1) il MPS ha molti crediti "in sofferenza" e il capitale potrebbe non essere adeguato per operare (rischia il fallimento).

2) Dal caso Cipro in avanti se una banca è in difficoltà prima "pagano" gli azionisti poi gli obbligazionisti ed infine i correntisti sopra i 100 mila euro.


Gli sviluppi odierni

E' in atto una proposta di conversione di obbligazioni in azioni che riguarda molte serie di obbligazioni subordinate (cioè di minore sicurezza e per questo a suo tempo vendute come più redditizie).

La proposta è così riassumibile.

"Caro Obbligazionista, la banca è come sai in difficoltà. Se converti volontariamente le tue obbligazioni in azioni ti assumi un rischio, perché da creditore diventi comproprietario della Banca. Ti facciamo altresì notare che se non ci aiuti, non convertendo le tue obbligazioni, i guai potrebbero essere peggiori: infatti se non troviamo qualcun altro che mette dei soldi freschi nel capitale della banca questa potrebbe "fallire" e tu ti ritroveresti creditore di un soggetto che non ti darà il becco di un quattrino".

Questa cosa è già capitata con Parmalat, Argentina e altri.


Due cose per concludere.

La signora Gina di Voghera, che stava cercando di far rendere i suoi risparmi adesso ha in mano strumenti di investimento che scottano e non sa bene come fare per levarsi d'impiccio. Anche perché - quasi certamente - a suo tempo, le avranno detto "vorrà mica che il Monte Paschi fallisca?"

Ma la cosa interessante è che anche se il debitore è sicuro ma i tassi di interesse dovessero risalire ci sarà comunque una strage sui portafogli obbligazionari che hanno titoli ad elevata duration.




giovedì 3 novembre 2016

Niente exit siamo inglesi

Chi ricorda l'esilarante commedia "Niente sesso siamo inglesi"?

Pochi temo.

Oggi offro ai miei lettori una occasione memorabile.
Quella di rinfacciarmi tra un po' di tempo anche questa previsione.

Qui c'è il commento che avevo fatto a caldo, mentre il referendum era ancora in corso.


Oggi l'Alta Corte inglese impone il voto del Parlamento per poter effettuare la brexit. Non basta cioè che sia il Governo a decidere, sebbene supportato dal referendum consultivo.

La decisione dell'Alta Corte aiuta il partito del remain, dopo il fuggi fuggi generale, con Farage, ma non solo, dimissionario.

C'è ovviamente l'opposizione formale a questa novità. Il Governo farà ricorso, ma in fondo questa è una boccata di ossigeno per tutti.

Il Parlamento è tutto per il "remain".

Mi pare che la democrazia inglese si sta piano piano italianizzando.

Teniamo famiglia, che senso ha buttare a mare la City e le industrie, visto che già ci facciamo abbondantemente i fatti nostri, tra moneta e concessioni?

Adesso la palla è di nuovo sugli spalti, con buona pace di Schauble che voleva "la lettera" prima delle ferie.

Anzi, adesso, con il terremoto secondo me Renzi negozia per un remain alle sue condizioni...

E considerando che (estremizzando un po') per adesso la sola beneficiaria dell'Unione Europea è stata la Germania direi che va bene così.





Di gran moda

Buongiorno ai miei lettori!

Un periodo impegnativo mi ha fatto tenere la testa bassa, ma oggi 30 secondi per una considerazione li trovo.

Parrebbe che sia di moda la moda.

Guardavo Brunello Cucinelli che mi faceva l'occhiolino, poi Hugo Boss (a proposito ma è vero che ha disegnato lui le uniformi delle SS, o è una bufala?). Infine oggi AEF è lì che sembra che mi voglia parlare.

Vedremo...


domenica 16 ottobre 2016

Executive Professional di Manageritalia - Relazione di fine mandato 2014-2016

Buongiorno!

Può darsi che non sappiate che sono il rappresentante territoriale degli Executive Professional di Manager Italia, l'organismo di rappresentanza dei dirigenti, quadri e professional del terziario.

Quella che segue è la mia relazione di fine mandato 2014-2016. Prego tutti di leggerla, soprattutto i non associati.

Potreste scoprire che associarsi o consigliare un vostro conoscente di farlo è una buona idea.




Gentili colleghi
al termine del mio secondo mandato sono lieto di offrirvi un resoconto estremamente sintetico della mia attività di rappresentante territoriale degli Executive Professional di Manager Italia.

L'obiettivo strategico di lungo periodo è
la creazione di un organismo che ci offra:

- visibilità pubblica e rappresentanza;

- servizi che non siano la mera riproposizione di quelli offerti ai nostri colleghi, vista la nostra peculiare condizione contrattuale;

- una ampia serie di relazioni che ci permettano di espandere il business ed i nostri interessi.

Come ricorderete il primo biennio ha visto la definizione di questi obiettivi e la costituzione degli organi degli E.P. in seno alla Federazione. In seguito abbiamo dato l’avvio ai lavori per definire gli standard della categoria professionale di cui facciamo parte.


Nel secondo biennio – l’attuale – completato il rodaggio della struttura, abbiamo iniziato la strada verso la meta.

Il primo mezzo scelto per implementare la strategia delineata è stato ideare e creare uno strumento specifico che ci permettesse di renderci maggiormente visibili all’interno dell’Associazione e più spendibili e competitivi all’esterno.


Nella nostra visione, il progetto “Experienced E.P.” è adatto allo scopo:

infatti se gli E.P. sono portatori di elevate professionalità caratterizzati da un inquadramento contrattuale atipico e Manager Italia da 70 anni si occupa di rappresentanza degli interessi dei manager, ci è sembrato opportuno che l’Associazione dei Manager potesse dichiarare, in virtù della propria storia ed esperienza, che un suo iscritto è esperto nella propria attività.

Così abbiamo prima definito e poi consolidato i criteri e le procedure per stabilire quali iscritti possano essere considerati “Experienced”.

Grazie al riconoscimento di Manager Italia il titolo “Experienced” può essere essere utilizzato anche all’esterno della nostra Associazione, anche grazie agli strumenti di comunicazione predisposti ad hoc, rendendoci quindi più visibili rispetto alla concorrenza.

Colgo in questo frangente l’occasione per invitarvi a richiedere il titolo “Experienced” e vi invito a segnalare ai colleghi e ai conoscenti sia l’esistenza dell’Associazione sia della qualifica.


Circa il futuro i prossimi obiettivi saranno:

- aumentare il numero degli E.P.;

- aumentare il numero degli associati certificati “Experienced” per creare una maggior consapevolezza a livello interno e visibilità verso l’esterno del gruppo;

- implementare un sistema di welfare che sia competitivo ed adatto ai nostri profili.


Infine, a livello locale, sto immaginando di creare una struttura consortile per lo sviluppo del business personale. Se verrò riconfermato, entro la fine dell’anno indirò la riunione costitutiva del common degli E.P. dove sarò ben lieto di incontrarvi: il lavoro da fare è veramente molto.




giovedì 6 ottobre 2016

Il titolo... santo

Buongiorno a tutti.

Dopo aver clamorosamente perso il treno, per un eccesso di prudenza su Osram - sapete quando uno dice "E' un po' tirato, non appena rincula, ne prendo", e intanto il fetente fa +10% in apertura il giorno dopo - oggi spero che un santo mi dia più soddisfazioni. Ma non è San Paolo.
E' San(-)ofi, farmaceutico specializzato in vaccini.

Se ne sta fermo sui minimi di periodo e proprio non capisco come sia emerso dalle nebbie. Vedremo.





martedì 4 ottobre 2016

Il titolo che non ti aspetti e quello che invece si...

Buongiorno di corsa ai miei lettori.

Un altro titolo che è uscito come un fungo dall'humus del nostro mercato è Tamburi...

Ho buona stima del management della società e in linea di massima ne avevo già sentito parlare. Vedremo. Intanto ne ho preso un migliaio.

Quello che invece mi aspetto, ma non è figlio della ricerca algoritmica è Digital Brother. Ha tutta l'aria di voler spingersi verso i massimi come qualsiasi graficista potrà dirvi.

E intanto sto ancora seguendo il titolo francese CGG...

lunedì 26 settembre 2016

Il titolo che non ti aspetti - Bonifiche Ferraresi

In 30 anni di carriera questo titolo lo avrò sentito nominare una volta al massimo.

Ieri dalle nebbie dei bit è emerso!

Rapida occhiata. A momenti mi sganasciavo dal ridere. Oggi ne ho comperati a fatica 100 pezzi. Al peggio l'anno prossimo farò le vacanze a Ferrara.

In cuor mio (ma sono ovviamente un illuso) è che si ripeta la botta di fortuna che ho avuto con Moleskine. Comperato, OPA e +14% in tre giorni.

Ma mi rendo conto solo ora che ne avevo parlato solo su FB...

sabato 17 settembre 2016

Il titolo che non ti aspetti... e i risultati inaspettati

Buongiorno ai miei lettori!
in luglio e agosto avevo fatto alcuni post con il titolo "Il bracchettografo" (il celeberrimo strumento di predizione del futuro che usava Snoopy).

Indicavo alcuni titoli che mi avevano "incuriosito".
Oggi ho pensato di vedere come erano andate a finire le mie predizioni estemporanee.


All'inizio del lavoro, stamattina, ero confidente che non avrei fatto una bella figura perché il periodo borsistico appena passato non è dei migliori.
E in effetti... però qualche riflessione si può fare comunque.

A metà luglio indicavo tre titoli


data Italmobiliare % CGG* % RWE %
11/07/16 39,82
21,15
15,12
16/09/16 43,67 9,67% 21,65 2,36% 14,35 -5,09%
min periodo 37,72 -5,27% 17,99 -14,94% 14,23 -5,89%
max periodo 46,31 16,30% 23,78 12,43% 15,74 4,10%
*che nel frattempo ha fatto un aumento di capitale


A parte Italmobiliare i risultati non sono stati eclatanti. Specie se raffrontati agli indici nazionali

data FTSEMIB % CAC % DAX %
11/07/16 16.260
4.265
9.833
16/09/16 16192 -0,42% 4332 1,57% 10276 4,51%
min periodo 16.129 -0,81% 4.265 0,00% 9.833 0,00%
max periodo 17.375 6,86% 4.557 6,85% 10.753 9,36%


A metà agosto poi indicavo due titoli ed una categoria (i cementieri); ma facciamo il confronto solo sui due titoli.

data Mercialys % TAG %
15/08/16 21,21
13,00
16/09/16 20,33 -4,15% 12,85 -1,15%
min periodo 20,33 -4,15% 12,70 -2,31%
max periodo 21,32 0,52% 13,15 1,15%

e il solito raffronto con gli indici domestici

data CAC % DAX %
15/08/16 4.460
10.739
16/09/16 4332 -2,87% 10276 -4,31%
min periodo 4.332 -2,87% 10.276 -4,31%
max periodo 4.557 2,17% 10.753 0,13%


 Infine nella terza decade di agosto indicavo un solo titolo
data Heidelberg %
22/08/16 80,50
16/09/16 80,46 -0,05%
min periodo 78,96 -1,91%
max periodo 83,42 3,63%

che raffrontiamo con il suo indice

data DAX %
22/08/16 10.494
16/09/16 10276 -2,08%
min periodo 10.276 -2,08%
max periodo 10.753 4,64%



Qualcuno a fronte di queste tabelle potrebbe dirmi che affidarmi dei soldi non è manifestamente un grande affare, nessun balzo esagerato.
La difesa "facile" a questa osservazione è che si sarebbe potuto incrementare le posizioni nei momenti di debolezza e poi alleggerire nei momenti di forza.


Una difesa meno banale è vedere cosa si sarebbe ottenuto se si fosse investito in quei titoli o nell'indice borsistico relativo.


data Italmobiliare CGG RWE Somma
11/07/16 100 100 100 300
16/09/16 109,67 102,36 94,91 306,94


data FTSEMIB CAC DAX Somma
11/07/16 100 100 100 300
16/09/16 99,58 101,57 104,51 305,66



data Mercialys TAG Somma
11/07/16 100 100 200
16/09/16 95,85 98,85 194,70




data CAC DAX Somma
11/07/16 100 100 200
16/09/16 97,13 95,69 192,82


data Heidelberg DAX
11/07/16 100 100
16/09/16 99,95 97,92

Portafoglio Indice
306,94 305,66
194,70 192,82
99,95 97,92
601,59 596,40


A questo punto una ulteriore osservazione "puntuta" potrebbe essere "Il maggior rendimento supera la maggior volatilità del portafoglio?".
E' possibile che non sia così ovvero può darsi che in questo specifico caso il maggior rendimento sia causato solo da una maggior volatilità. Non ho intenzione di impegolarmi in un calcolo lungo, anche se a sentimento direi che le cose non stanno così, anche in virtù del metodo di estrazione dei titoli. Faccio comunque notare che nel mio post di luglio specificavo bene si tratta di titoli estratti a caso da un paniere che setacciavo con tecniche particolari, e non di una specifica strategia di investimento.












mercoledì 7 settembre 2016

Introduzione al common

Buongiorno
sto facendo una lettura interessante. Vi prego di voler esaminare questo breve documento, perché potrebbe avere ricadute pratiche su di noi: sto meditando di creare un common.

I dettagli seguiranno presto



Introduzione al common


Esempi storici

Cooperativa agricola/zootecnica
A rotazione si faceva pascolare il bestiame sui pascoli in comune (o si migliorava il pascolo edificando un ricovero). Nonostante il lavoro svolto per il comune obiettivo il latte prodotto dalle vacche di ciascun allevatore era “privato” e i ricavi erano privati. Al limite ci si consorziava per venderlo meglio.

Consorzio alimentare
Un gruppo di acquisto permette di avere migliori condizioni e ciascuno paga i propri consumi.

Modelli moderni

Wikipedia
Se si condividono informazioni si generano maggiori opportunità per ciascuno e le eventuali ricadute economiche generate dalle informazioni messe in comune possono essere privatizzate.

Internet
Ciascun ISP si impegna a trattare il traffico che gli viene convogliato.



La caratterizzazione del common è data da
- un obiettivo comune;
- uno sforzo collettivo gratuito (o quasi);
- una gestione democratica delle risorse messe a disposizione volontariamente.
- Non ci sono barriere all’ingresso o all’uscita ed in genere le sanzioni materiali per gli inadempienti sono tenui. Per converso il rischio reputazionale - con tutti i suoi risvolti - è gigantesco e temuto.

Il Common è un modo di pensare ed agire molto differente dal normale agire sul mercato capitalistico.


Come non si fa common.
Il common non è un mezzo pubblicitario per farsi conoscere attraverso offerte a prezzi vantaggiosi indirizzate agli altri partecipanti. Non si deve offrire ai colleghi associati i propri servizi gratuitamente. Sono naturalmente libero di farlo, ma questo è altro rispetto alla dinamica del common. Ciascuno è impegnato ad offrire i servizi che è in grado di offrire - come stabilito collettivamente – al fine di raggiungere l’obiettivo sociale.

Banalmente. Un consulente finanziario non deve offrire gratis o a condizioni agevolate i propri servizi agli altri partecipanti al common. Se sarà chiamato a farlo dovrà invece gestire gratuitamente (salve le spese vive) i fondi che il common riterrà necessario costituire per il proprio funzionamento.

In concreto
1) si stabilisce un obiettivo comune
2) si inventariano le risorse
3) si stabilisce come raggiungere l’obiettivo, con un metodo assembleare.

domenica 28 agosto 2016

I simboli e la psiche: da Andreotti alle Banche, passando per Marchionne

Buona domenica!

Questo agosto insolito mi permette di rinverdire il blog come non facevo da anni.

Questa mattina, mentre, per mia somma fortuna, mi inerpicavo verso la frazione superiore, ho avuto modo di fare un un piccolo ragionamento che mi pare degno di essere condiviso.

Voi sapete che l'uomo è un animale simbolico. E' per questa ragione che si accumula più denaro di quello che è ragionevolmente necessario per vivere, o per converso, che si ricompensino gli atti di eroismo o di eccellenza con medaglie.

Ebbene, ho finalmente capito perché lo slogan "l'Europa delle Banche" sia così diffuso e presumibilmente sarà longevo.

Vi ricordate quando negli anni 70 nei cortei si ripeteva "Andreotti non ci fotti"? O quando si scandivano invettive contro Agnelli?

Oltre ad essere persone erano anche simboli. Di un mondo che non piaceva e che andava in qualche modo eliminato.

Poi c'è stata la globalizzazione. In quegli anni molto spesso ho sentito ripetere che le masse stavano sopportando in silenzio cose che negli anni 60 o 70 avrebbero portato a rivoluzioni e scontri di piazza.

Oggi credo di aver scoperto una ragione non secondaria dell'innalzamento del livello di sopportazione: la mancanza di un simbolo, di un catalizzatore della rabbia.

"globalizzione" è un concetto astratto. Lo pronunci e non ti viene in mente qualcosa che possa essere facilmente rappresentato.

E quindi le masse combattevano contro un fantasma.

Poi, per una serie di eventi che sarebbe troppo lungo riportare, ecco che arriva l'intuizione giusta. Le banche sono "elette" a catalizzatore. Sono un simbolo perfetto. Facile da visualizzare, e fa riferimento a dinamiche assolutamente oscure ai più. Sono l'equivalente della "fisica quantistica" utilizzata dai santoni new age per dare spiegazioni ai discepoli.

Ecco quindi che questo oggetto del pubblico ludibrio è probabilmente destinato a restare un must per i prossimi 10 o 20 anni.

Ma poichè l'uomo è come sappiamo un animale simbolico, ecco che, quando Marchionne dice una ovvietà totale: "i mercati sono senza morale", si scatenano le reazioni più diverse. Tra queste la più pericolosa è "da che pulpito...".

Questa considerazione fa riferimento a "la gerarchia delle fonti" che viene utilizzata da tempo immemore come mezzo (sbagliato) per definire se una affermazione sia vera o falsa. In sostanza si inferisce (sbagliando) che un mentitore cronico non possa fare affermazioni vere (o viceversa).

Ovviamente questo modo di pensare porta a notevoli distorsioni coognitive.

Basta pensare a qualche slogan come "il Duce ha sempre ragione"; ai titoli di alcuni giornali di partito come la Pravda [Verità] (a questo proposito mi sovviene una famosa battuta che circolava in Unione Sovietica: "nella Pravda non trovi Isvestia e nell'Isvestia non trovi Pravda). Ma se si vuole essere più critici si potrebbe fare un pensierino anche sull'ex cathedra.

Così oggi i rivoluzionari de noantri dotati del loro pesante arsenale concettuale pensano a prendersela con le banche e a pontificare su Marchionne. Dando così il loro pregevole contributo alla stabilità di un sistema che invece andrebbe riformato seriamente.

giovedì 25 agosto 2016

Il terremoto, tra politica e investimenti

Buongiorno a tutti.

Sono stato emotivamente colpito dal terremoto: provo ad immaginarmi come starei io, senza familiari, casa e lavoro, persi nel giro di un minuto.
Ho una morsa allo stomaco ed un senso di nausea.

Oltre quindi ad un pensiero riverente a tutte le persone coinvolte e un modesto supporto a chi ha perso molto in termini materiali, approfitto del blog per fare qualche riflessione con voi.

Queste considerazioni hanno un effetto catartico perché al caldo ed al comodo del mio studio mi permettono di elaborare e di aggredire le mie emozioni negative.



Una considerazione è relativa al malessere psicologico dei traumatizzati. Perché sia gli scampati sia coloro i quali hanno semplicemente assistito all'evento stanno male?

Per una questione di empatia ovviamente, ma anche perché un terremoto materializza uno dei peggiori incubi umani: toglie ogni possibilità di prevedere il futuro, che è uno dei cardini della nostra attività psichica.

Infatti sono stati versati fiumi di inchiostro per spiegare perché ai bambini piace vedere molte volte lo stesso film o perché gli oracoli, i cartomanti, i metereologi e gli economisti sono così importanti per noi.

In estrema sintesi le catastrofi ci pongono di fronte allo "sconosciuto sconosciuto": ne ho parlato molto diffusamente anche in post recenti, non ci tornerò sopra.



Un'altra considerazione è relativa al comportamento umano.

E' noto che un avvenimento la cui probabilità viene percepita come molto modesta viene classificata ingiustamente come impossibile - e ci si comporta di conseguenza, ignorandola - anche se il suo verificarsi è catastrofico.

Spesso poi, quando la catastrofe si verifica, ci si sente colpiti ingiustamente (questo atteggiamento si vede benissimo anche nel settore degli investimenti, per es. con i tango Bond).


Questa dinamica psicologica innesca il famoso meccanismo "emergenziale" in base al quale, in virtù dell'eccezionalità degli eventi, diventano indispensabili interventi drastici, che spesso non hanno un reale impatto sul problema, ma ci fanno sentire meglio.

Ecco quindi che già oggi la gente invoca l'espropriazione del monte premi del Super Enalotto o il dirottamento del ciarlatanesco "bonus" per i diciottenni.

Ovviamente il tribuno della plebe di turno troverà il modo di soddisfare la pancia dell'elettorato. In fondo i pogrom sono nati proprio con questa funzione.

La ggente si sente molto più rassicurata da un intervento visibile rispetto ad uno efficace. E questo ha profonde conseguenze sia in politica che negli investimenti.


Una considerazione finale.

a) chi governa dovrebbe avere una capacità di visione del futuro e quindi di pianificazione maggiori della popolazione che guida.

b) L'Italia è un paese ad alto rischio, sismico, idrogeologico...

c) Quindi al di là della pianificazione del meccanismo soccorso (e la Protezione
Civile italiana lavora molto bene) un evento catastrofico è una certezza almeno per il Governo.

Non sa né quando né dove, ma sa che accadrà.

Non ho mai sentito un politico parlare di pianificazione economica  dei disastri, di un piano precostituito di provvedimenti da applicare a favore delle aree e popolazioni colpite, di fondi accantonati ad hoc.

Notate che non sto parlando di creare depositi di prefabbricati, sto parlando di creare protocolli standard per la gestione politico economica non estemporanea del post crisi.

Invece grazie al "meccanismo emergenziale" abbiamo assistito ieri ad un presidente del Consiglio che faceva il mobiliere e consegnava di persona le case agli aquilani, e oggi temo che vedremo qualcosa di simile.

Grazie appunto alla necessità di privilegiare la visibilità e quindi i voti. Una ruspa in azione porta più voti di una buona politica.


Per questo Warren Buffet è un asso degli investimenti e pochi lo conoscono. Non privilegia le emozioni.

Questo, incredibilmente, ha molto a che fare anche con i vostri investimenti.

Mai fatta la domanda chiave: "Se le cose andassero male come pensi di cavartela?"

lunedì 22 agosto 2016

il bracchettografo del 22 agosto

Buongiorno!
il settore dei cavi pare in fermento ho visto di sfuggita almeno un titolo interessante....
ma non è questo il motivo del post di oggi.

Heidelberg un (cementiero tedesco) mi pare messo bene. Meglio dei suoi colleghi italiani e tedeschi, che pure non sono messi male. 

C'è qualcuno che vuole dire la sua?

domenica 21 agosto 2016

Olimpiadi ed econometria "Passion lives here"

Vi ricordate lo slogan di Torino 2006?

Ebbene mi è tornato in mente grazie all'econometria.

Secondo wikipedia "L'econometria è l'uso di metodi matematici e statistici per produrre modelli atti a verificare la validità di ipotesi di politica economica"

La cosa interessante è che 

1) se si è abbastanza curiosi,
2) si conosce un minimo la materia,
3) non si ha di meglio da fare

è possibile farsi delle domande e darsi delle risposte, non solo in politica economica ma anche nei campi più disparati.

Per esempio: in relazione alle Olimpiadi riflettevo sui fattori che avrebbero potuto generare medaglie olimpiche.

In realtà la questione non è per nulla nuova. Fior di dottori si sono interrogati prima di me in questo senso. Basta googlare olimpics + econometrics per vederlo.

Mi pareva logico che i fattori primari generativi di medaglie fossero 

1) la popolazione di una nazione (assumo cioè che ci sia un "campione" ogni x mila abitanti e quindi che le Nazioni più popolose siano avvantaggiate per un mero fatto di numeri);
2) la quantità di investimenti in sport (ovvero che se si investe in sport si possono sviluppare campioni).

Così per gioco a ferragosto (quindi il medagliere era a metà) ho preso le medaglie vinte fino a quel momento, il reddito pro capite (come proxy degli investimenti in sport) e la popolazione di ogni nazione.

Con quei dati ho fatto una regressione (una operazione che crea una relazione lineare tra l'imput e l'output. Per esempio: 1 medaglia = 3 x di popolazione +2 y di investimento).



Quello che è venuto fuori è stato per me sorprendente.

Non è per nulla facile spiegare il fattore generativo delle medaglie.

Mi spiego: per le medaglie d'oro la relazione funziona alla grande: i due elementi che ho usato spiegano il 70% della relazione (per i tecnici R^2=0.7). Ovvero è possibile spiegare il 70% della quantità di medaglie vinte affermando che è una questione di popolazione e investimenti.

Ma se mettiamo dentro anche le medaglie d'argento e di bronzo la significatività dei due fattori cala al 30%.

Io trovo questo fatto straodinariamente eccitante.

Questo vuol dire che anche se sei "povero" se hai passione e dedizione sul podio ci arrivi. Non arriverai primo forse. Ma ci arrivi.

Per i dettagli tecnici chi lo desidera può contattarmi in privato.







 

venerdì 12 agosto 2016

il bracchettografo di Ferragosto

Solo un secondo di tempo, dopo una giornata trascorsa sfiorando i 2000 metri (che sembrano una balla di fumo, ma se ci si arriva a piedi da fondo valle non è mica da buttare) per segnalare che - chissà per quale ragione - gli immobiliari in questo momento sembrerebbero interessanti.

Chi di voi ha mai sentito parlare di Mercialys o di TAG immobilien?

Io no!

Adesso vi lascio che ho in lista di attesa uno spritz e la polenta.

Buon ferragosto!

mercoledì 10 agosto 2016

Una provocazione estiva - BNI, Lions e Rotary sono ancora attuali?

Buongiorno a tutti.

Il titolo è volutamente provocatorio. Scelto per scatenare opinioni e reazioni.

Ovviamente chi appartiene ai secondi due si straccerà le vesti ad essere associato a BNI. Mi dirà che la mission primaria delle due storiche associazioni è differente da quella di BNI.

La mia replica è che sarà certamente vero, ma non ci si deve nascondere dietro ad un dito e si deve ammettere che la frequentazione di circoli è uno strumento di marketing personale e quindi di incremento del proprio business.

Non solo: dopo aver sentito le linee guida per l'ammissione ad uno dei due circoli benefici (per es. avere un solo membro per ciascuna categoria professionale) la mia opinione non è di certo cambiata.

E questa opportunità di marketing personale non vale solo per i professionisti.
Vale anche per i quadri ed i dirigenti che possono comunque sfruttare a proprio vantaggio di carriera le relazioni intessute in quei luoghi.

Fatta questa premessa torniamo alla domanda iniziale.
Un format "chiuso" è oggi di attualità o appartiene al passato delle relazioni?

Ovvero in un mondo globalizzato, in una società liquida, ha senso immaginare di fare una sorta di recinto privilegiato e di attingere da lì per soddisfare i propri bisogni?

La domanda è ampia e la risposta potrebbe coinvolgere anche ambiti inaspettati quali per esempio la funzione del sindacato (quando la metà dei figli degli iscritti è disoccupata) o quale possa essere una politica migratoria adeguata ai nostri tempi...

Ma per tornare a noi: in un tempo in cui persino Microsoft si sta aprendo lentamente all'open source ha senso creare degli "stagni"?
Non sarebbe meglio se una organizzazione fosse un pontile sul mare aperto?
Ma così facendo la i vertici non rischiano la loro posizione?
E se dunque il pontile fosse meglio dello stagno dunque non ci sarebbe un conflitto di interesse tra gli utenti e i vertici?
Siamo dunque di fronte ad una nuova casta costituitasi in buona fede e a propria insaputa?


Cosa ne pensate?
Quali sono le vostre esperienze in merito?





giovedì 4 agosto 2016

L'investitore di Pavlov

Oggi tornerò a fare qualche riflessione sulla psicologia degli investimenti.
Sono argomenti che ho affrontato in prevalenza nei miei post del 2009 e 2010 e che vi consiglio vivamente di (ri)leggere, se avete un momento di tempo in questa pausa estiva.

E' importante la psicologia quando si parla di investimenti? A mio parere sì, e molto.

Oggi un po' provocatoriamente vi "dimostrerò" per quale ragione un investitore poco consapevole si affanni ad investire in prodotti che difficilmente ex post gli daranno soddisfazione.

Lo fanno per evitare di affontare ex ante l'ansia ed il dolore.


Due degli assunti più noti della psicologia applicata alla finanza affermano che
- mediamente il dolore generato da una perdita è doppio del piacere generato da un guadagno.
- si preferisce un evento favorevole certo di minore entità ad uno incerto di maggiore entità, ma non viceversa (ovvero si preferisce una perdita probabile di 20 piuttosto che una perdita certa di 10).

In base al primo assunto pertanto è possibile guadagnare ed essere scontenti o, più realisticamente poco soddisfatti, senza tuttavia averne ben chiaro il motivo.

Sia chiaro che la descrizione che segue estremizza le dinamiche reali, per renderle palesi.

Osservate la tabella ed il relativo grafico 





















Osserviamo nella tabella precedente una funzione crescente che genera ondate successive di piacere e dolore.

E adesso vediamone il grafico.





















Ciascuno di noi ex ante firmerebbe subito una dichiarazione che vuole proprio un investimento così.

Ma questo solo perchè vediamo ex ante sia l'inizio che la fine del grafico e quindi inconsapevolmente siamo rassicurati dall'evidente happy end.

Ma "nel mentre", siamo bombardati dalla Brexit, dal Monte Paschi e dal terrorismo: subiamo quella che i militari chiamano Fog of War . Siamo quindi - a causa del contesto - giustamente ansiosi. Per questa ragione il nostro cervello vorrebbe quietare. Almeno per i nostri investimenti che rappresentano i nostri sogni e le nostre sicurezze.

Questo desiderio ci rende quindi disponibili a credere che siano possibili cose che in fondo sappiamo non essere tali. 

Tutti noi sappiamo che i tassi sono a 0.
Però siamo pronti a credere  che sia un buon affare comperare obbligazioni che rendono un po' più di 0 a causa della dubbia solvibilità del creditore (in questi anni i bond bancari ne sono stato un esempio eclatante); ma anche si ripone fiducia (eccessiva?) negli algoritmi simili a quelli degli hedge fund che dovrebbero smorzare magicamente le oscillazioni del nostro capitale.


Infine in base al secondo principio enunciato all'inizio del post - poichè investire in beni che variano vistosamente i prezzi è sempre inevitabilmente una esperienza dolorosa - l'investitore medio non supportato tende ancora oggi a evitarlo preferendo (implicitamente) casomai subire una perdita maggiore.

Rifuggire investimenti che oscillano e cercare investimenti che mascherano le oscillazioni non ha solo il vantaggo iniziale di non doversi caricare di una responsabilità e del peso della gestione dei prorpi investimenti: ne ha anche uno finale. Se le cose dovessero andare male la colpa sarà limitata al rimprovero di essersi affidati ad un mascalzone, ma non ci chiameremo troppo in causa sulle scelte fatte.

In queste condizioni l'industria del maquillage o se preferite del tranquillante finanziario ovviamente prospera.