venerdì 22 aprile 2016

Il diavolo nei dettagli - Come approfittare in modo fiscalmente efficiente del rafforzamento del dollaro? - Parte 2

Buongiorno ancora.

Abbiamo visto che un fondo comune potrebbe non essere fiscalmente efficiente per guadagnare da una previsione azzeccata sul movimento del dollaro (naturalmente - a parità di condizioni - un fondo comune è uno strumento fiscalmente inefficente per approfittare di tutte le previsioni).

Torniamo ai nostri dollari.

Ci si potrebbe orientare su una obbligazione emessa dalla propria banca.

E' una scelta oculata, a patto di essere consapevoli che ci si accolla - oltre al rischio di cambio - anche il rischio di tasso e il rischio emittente?

Ma il ragionamento potrebbe essere: "in fondo la mia banca è solida: quindi il rischio è ridotto. Ho trovato lo strumento giusto per fare la mia operazione con i dollari".

Vero? Non proprio.

Immaginiamo che la banca sia realmente solidissima e a scadenza ripaghi l'obbligazione.

Però nel momento in cui il dollaro contro l'euro ha raggiunto il valore massimo, e quindi da un punto di vista valutario è opportuno liquidare la posizione assunta, ci potrebbe essere una turbolenza tale per cui il mercato penalizza in modo sostanziale il prezzo dell'obbligazione, per adeguarla ai timori "passeggeri" incombenti sul sistema bancario, nella sua totalità, non legato a quella banca specifica.

Detto altrimenti: il dollaro vi ha dato ragione ma l'obbligazione in dollari si è deprezzata per cause non imputabili alla vostra previsione sul dollaro (si è deprezzata per una turbolenza derivante dal rischio emittente o dal rischio tasso).

Il valore della flessione potrebbe "mangiare" in parte o totalmente la plusvalenza generata dalla previsione esatta sul dollaro.

Anche se le cedole offerte dal bond bancario sono attraenti non è detto che siano sufficienti per compensarvi del rischio corso usando questo strumento.

La consolazione è che in questo caso  (ovvero se detenete stabilmente in portafoglio azioni od obbligazioni) sebbene siate anche voi in regime di "risparmio amministrato" avrete modo di compensare le eventuali plusvalenze con le minusvalenze.

Ve la passate meglio dei vostri amici che hanno in portafoglio solo fondi, anche se naturalmente anche voi pagherete l'aliquota del 26% sulle plusvalenze realizzate.


C'è infine una terza categoria di titoli. In questo caso, scegliendo una emissione liquida, con duration ed emittente adeguati avrete ridotto sensibilmente il rischio di oscillazioni esogene.

Non solo, in caso di plusvalenza pagherete solo il 12.5%.





 

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