giovedì 29 dicembre 2016

Oro e Fincantieri

Buongiorno a tutti!

Le mie ferie sono andate a pallino. Pazienza, sono cose che capitano.
Invece di dormire e godermi un po' di quiete ho tempo di rimestare tra i dati.

Quindi, giusto per non perdere tempo, dopo aver preso atto dello strappo di Banzai, fortunosamente previsto una decina di giorni addietro, adesso ho identificato Fincantieri e l'oro.

E' la prima volta che seguo il metallo prezioso: decisamente sono cauto perché la cosa migliore secondo me sarebbe aprire un future piuttosto che comperare un etf.

Però i future sono oggetti ai quali non sono troppo avvezzo, e tecnicalità come contango e backwardation - sulle quali dovrei rispolverare un sacco di nozioni dimenticate - mi inducono alla prudenza. Il rischio di fare una previsione corretta e di non guadagnare per un dettaglio tecnico è possibile.

Su FCT invece sono maggiormente confidente. Fatta una previsione si capisc ein fretta se va bene o va male. Roba da nonnine, quindi adatto a me.

martedì 20 dicembre 2016

Il titolo che ti aspetti... Saipem e Banzai

Un pensiero ultrarapido prima di entrare in riunione.

Oggi Mediobanca dice che Saipem ha finito la corsa.
Qualsiasi graficista vi dirà invece che l'obiettivo è 0.90.

Chi avrà ragione? Che nei prossimi tre giorni possa scendere è possibile, ma non potrebbe essere una occasione di acquisto?

E che dire di Banzai?
la sfortuna dei graficisti è che sono come i critici d'arte. Devono descrivere con parole quello che sentono e devono giustificare con argomenti inconsistenti da un punto di vista intellettuale un prezzo.
Perchè un Picasso vale così tanto? Non si può mica applicare il metodo DCF per valutarlo.
Allora si deve provare a fatre una analisi sulle dimensioni e sulle recenti transazioni.
Allora io affermo che dalla mia analisi dei flussi di domanda ed offerta Banzai salirà.

E solo domani vedremo se si tratta di un Modigliani autentico o di una bufala.

venerdì 16 dicembre 2016

...che dalle BCC mi guardo io

Il tempo è tiranno e invece qui ci sarebbe da scrivere per un bel po', fare studi e ricerche, approfondire...

Abbiate pazienza. Eventualmente stimolatemi a ritornare su qualche parte di questo post che vi possa interessare.


In questi giorni ho avuto modo di esaminare una proposta di investimento.


Ho notate due cose.

Il bancario che aveva stilato la proposta ha inserito praticamente tutti gli strumenti che aveva a disposizione, suddividendo l'importo in base alla sua stima della propensione al rischio del cliente.

Interessante notare che io l'avevo percepita in modo differente. Già qui si potrebbe scrivere un libro, ma tant'è...


Quello che mi interessa evidenziare è che la diversificazione eseguita spalmando una cifra su n. prodotti omogenei diventa un boomerang: una diversificazione naive non tiene conto di fenomeni come le correlazioni e quindi diventa dannosa.

Mi spiego meglio.

Se la Investibene sgr ha un numero limitato di fondi (peraltro anche buoni, secondo Morningstar) e si investe 5 sul fondo azionario, 20 sul bilanciato, 40 sul bilanciato prudente della stessa famiglia, facilmente non sto facendo diversificazione.
Se scende l'azionario scenderanno anche gli altri in proporzione.
Diversificare bene vuol dire: scende uno ma sale l'altro...

Ma non è questo l'argomento che mi ha fatto venire l'orticaria.

La parte per così dire "prudente" della proposta prevedeva l'investimento in due obbligazioni della casa ed un certificato di deposito.

Il certificato di deposito dovrebbe essere garantito come il c.corrente, ma non ho modo di esserne sicuro per una serie di ragioni che tralascio...

Quello che mi pare invece emergere con chiarezza è che le obbligazioni proposte, rendono come un Titolo di Stato di analoga duration ma - come si evince dal prospetto - la banca non si impegna a riacquistarle e naturalmente sono soggette a bail in.

Quindi se uno vuole disinvestire prima della scadenza o per necessità o per timori sulla solidità deve sperare di trovare un acquirente.

E questo ci rimanda a vicende similari di investimenti di valori illiquidi a clientela inesperta.

Per indorare la pillola nel prospetto informativo si scrive che le obbligazioni sono coperte dal fondo di garanzia degli obbligazionisti delle BCC.

Non ho tempo di fare una indagine approfondita, e quindi potrei in qualche modo arrivare a valutazioni affrettate, però mi chiedo: il fondo in questione ha una capienza di 500 milioni di euro. Basteranno? Non basteranno? Non so.

Ma perché comperare un titolo illiquido e dalla solvibilità "dubbia" (sarà inferiore o superiore a quella dello Stato Italiano), che non verrà mai quotato, quando è possibile scegliere - senza praticamente perderci - in un titolo di Stato?

Insomma. La strada verso una consulenza che non sia mera vendita di prodotti propri mi pare ancora lunga.