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Visualizzazione dei post da 2008

Con il sudore del tuo volto investirai

Il risparmiatore italiano può facilmente datare la cacciata dal proprio Eden: il 2008.

Non c’è stata persona che non sia stata colpita dai recenti rovesci dei mercati finanziari: fondi di liquidità che hanno offerto rendimenti negativi; investimenti azionari severamente ridimensionati; obbligazioni che non hanno più valore; contratti a capitale garantito che hanno polverizzato il capitale; oscillazioni fortissime sulle valute e default sui Titoli di Stato di qualche Paese.

Probabilmente nel 2009 gli italiani dovranno iniziare a riflettere seriamente se è opportuno continuare a ricevere consigli dai custodi del proprio denaro, poiché, sebbene la banca continui ad eccellere in questa mansione, è legittimo avere dubbi sulla sua capacità consulenziale. E se, fino ad ora, il conflitto di interessi era stato riconosciuto dai clienti con bonaria tranquillità, presumo che si sia arrivati ad un punto di svolta.

La banca, nata come custode, si è evoluta nel tempo fino ad insinuarsi come consulente…

La violenza e gli investimenti

E’ fruttuoso e sensato cercare legami tra la furia omicida e un investimento finanziario?

La mia risposta è positiva, e per dimostrarlo osservo anzitutto che c’è un legame tra il potere e la parola: i potenti “nominano” i sottoposti; Adamo, impose un nome a tutte le creature di Dio; i genitori impongono il nome ai figli.

Per converso non si domina ciò che non si nomina. Forse non è un caso che non si possa nominare Dio (“invano” per i cristiani; tout court per gli islamici ed ebrei) e che nei “I promessi sposi” tra i personaggi malvagi vi sia “l’Innominato”.
Non solo, Ulisse, denominandosi “Nessuno”, alterò in modo a lui favorevole il processo di comunicazione tra Polifemo ed i suoi fratelli, scampando così alla loro vendetta.

Adesso che siamo maggiormente consapevoli dell’importanza del linguaggio, suggerisco di vedere se, analizzandolo, si riesce a svelare qualche informazione celata nell’animo di chi comunica. In questo senso segnalo un libro molto interessante: Bandler - Grinder, “La …

Valutare i consigli osservando lo stile del consigliere (2)

La scorsa settimana abbiamo visto che ci sono quattro categorie di stili o di personalità relative ai consiglieri. Riprendiamo allora la disamina mettendo ben in chiaro che non intendo dare giudizi di valore sulle persone, ma voglio invece riconoscere i comportamenti utili da quelli dannosi.

E’ necessario inoltre ricordare che ciò che osserviamo negli altri potrebbe essere inquinato dai nostri pregiudizi; esorto quindi alla massima cautela e flessibilità in questo esercizio di osservazione e classificazione del prossimo.

L’ideale
Ritornando ai consiglieri, affermo una ovvietà dicendo che il consulente ideale è il logico empatico. Con l’empatia si sintonizza facilmente sulle nostre esigenze e non le tradisce né per cupidigia né per altri motivi. Con l’intelligenza - che si spera coltivata e temprata dagli studi - risolve i problemi tecnici.
Noi tutti vorremmo una persona così al nostro fianco e, ovviamente, queste persone sono rare e preziose.

Il cinico
Piuttosto frequente nel settore vendit…

Valutare i consigli osservando lo stile del consigliere (Prima parte)

“Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”.
Possiamo rendere moderno questo proverbio e applicarlo alla consulenza finanziaria?
Esiste cioè un modo per cercare di valutare un consiglio, sia che provenga da un consulente che da un amico?

La mia risposta è debolmente positiva. Affermo cioè che sia possibile, prestando molta attenzione, analizzare lo stile di un consigliere e prevedere quale tipo di cattivo consiglio potrebbe offrire.

Occorre anzitutto costruire una mappa degli stili di comportamento del consigliere.

Creiamo quindi un piano (cartesiano) dove la linea orizzontale sarà definita “dell’intelligenza logica” mentre quella verticale sarà la linea “dell’intelligenza empatica” (cfr. figura in fondo al post).

Nella semiretta orizzontale di sinistra staranno le persone con minore capacità logica mentre a destra si troveranno quelle con maggiori doti in quel campo.

Nella semiretta inferiore staranno le persone poco empatiche ed in quella superiore le persone più fornite di …

Domande minimali da porsi prima di fare trading

Il trading può essere visto come una scommessa sulla direzione (trend) di un titolo. Questo set di domande può essere usato per provare a migliorare le proprie abilità.


Strategia di ingresso

Quando operare?
Quando si crede di capire la situazione in atto. Si delinea cioè una ipotesi sul trend di un titolo e la si verifica, nel tempo, “scommettendoci” sopra. Consiglio sempre di scrivere la propria ipotesi per avere occasione di rivederla senza doversi basare sui ricordi. Occorre ricordarsi sempre che non c’è nessun male nel rivedere le proprie idee, specie se in tempo per evitare o limitare danni.

In che direzione entrare?
Esistono due strategie direzionali semplici: il rialzo ed il ribasso. Se si prevede il rialzo del prezzo del titolo occorre comperare. Se si prevede il ribasso occorrerebbe vendere. Ma il discorso qui si complica un poco. Basterà sapere che per approfittare di un ribasso si può comperare ad esempio un prodotto detto “short”.

Occorre quindi individuare una “tendenza operati…

Le decisioni per gestire un portafoglio

Vi sono molti metodi utilizzabili per governare le scelte di investimento e il lancio di una moneta, nel breve periodo, potrebbe persino risultare il migliore. Tuttavia tra gli addetti ai lavori è prassi consolidata che il processo decisionale sia supportato dall’analisi fondamentale e da quella tecnica.

Oggi quindi propongo un breve tour su queste discipline.

Cos’è l’analisi fondamentale? E’ un processo che ha come obiettivo la determinazione (la stima) del rendimento ottenibile dall’acquisto di un certo titolo.

Per le obbligazioni è facile capire che esiste un rendimento, poiché la cedola periodica costituisce (almeno in prima approssimazione) il rendimento dell’investimento.

E’ meno intuitivo ma ugualmente corretto affermare che, anche acquistando una azione si ottiene un rendimento, dato sia dai dividendi sia dall’eventuale guadagno in conto capitale.

Poiché le azioni sono - nel breve termine - più volatili delle obbligazioni un soggetto razionale vuole che l’investimento azionario ren…

Guida alla scelta di un consulente: l'indipendenza

Ecco il primo di una serie di post dedicata a chi, pur non sapendo alcunchè di finanza, vuole provare a scegliersi un consulente piuttosto che attendere che accada il contrario.


E' curioso constatare che se un amico dispensa consigli interessati viene esposto al pubblico ludibrio, mentre - almeno fino ad un recentissimo passato – certi consigli interessati erano piuttosto reputati. Mi riferisco a quelli del famoso "amico in banca", quello anche evocato per rendere più plausibile il diniego opposto ad una offerta di servizi di investimento proveniente da altre realtà.

Dopo la constatazione più o meno traumatica che l'amico in banca era in realtà "amico del giaguaro" credo che ci sia l’opportunità per riflettere sulle qualità desiderabili di un consulente finanziario.

Oggi vorrei esaminare l’importanza dell’indipendenza.

L'industria finanziaria è suddivisa in due grandi ambiti: i produttori di investimenti e i venditori al pubblico (che chiameremo d'ora i…

Ho visto hedge fund in fiamme al largo dei Bastioni di Orione...

Mi pare opportuno aprire questo post parafrasando le ultime parole del coprotagonista di Blade Runner; infatti altri androidi, questa volta finanziari, stanno per seguire la sua stessa sorte.

Tutti abbiamo sotto gli occhi la vertiginosa discesa dei mercati e sentiamo dire che i fondi hedge probabilmente verranno ridimensionati e messi sotto controllo da parte dei governi.

Però potrebbe non essere chiaro a tutti quale sia il legame tra (certi) hedge fund ed i recenti violenti movimenti dei mercati.

Come lavora un fondo hedge? Semplificando al massimo potremmo dire che - se riceve da un investitore 100 euro - compera azioni. Poi si rivolge ad una banca e chiede un prestito lasciando in garanzia le azioni comperate precedentemente. Coi soldi ricevuti in prestito compera altre azioni che (di nuovo) rilascia in garanzia ad una banca che a sua volta gli concede un ulteriore prestito. E così via.

E' comprensibile allora come un modesto movimento del mercato possa portare a forti oscillazion…

Narciso ed il signor Bonaventura

Alcuni giorni or sono un mio stimato cliente disse: “un amico molto facoltoso è giunto alla conclusione che per investire in azioni conviene comperare, diversificare e tenere senza affidarsi ad alcun consulente. Lei cosa ne pensa?”
La domanda era evidentemente provocatoria, ma non aggressiva. Mi accingo dunque a rifletterci con altrettanto fair play.

Come dice anche Nassim Taleb la massa delle situazioni si risolve da sola: spesso si guarisce spontaneamente dalle malattie ed è possibile scalare alte montagne e ritornare indenni a casa, anche senza l’aiuto di una guida alpina.

E’ nella natura umana non percepire oggettivamente un rischio: basta scorrere un annuario statistico per avvedersene. E il rischio peggiore poi è quello di non distinguere la bravura dal caso.

Dunque le intuizioni del signor Bonaventura, “diversifica” e “compra e tieni” sono senza dubbio il viatico per fare bene. Oggi soprattutto il “tieni” non è per nulla facile da praticare.
Nella società del “tutto e subito” si pag…

Sisifo ed i recenti crolli borsistici

Già gli antichi greci costruendo la mitologia avevano in qualche modo preso atto dell’esistenza delle nevrosi: una pletora di personaggi mitologici sono personificazioni di atteggiamenti nevrotici, e Sisifo mi pare il più adatto alla nostra dissertazione odierna.

In questi giorni i mercati finanziari hanno bruciato una ricchezza impressionate:
si può provare a spiegare tutto questo in termini psicologici?
Ci si può spiegare perché queste crisi sono ricorrenti?

Per abbozzare una risposta occorre impadronirsi di alcuni concetti di psicologia.

Quello che definiamo “realtà” è invece una mappa, frutto di una interpretazione dei segnali che ci giungono dall’esterno. Noi non vediamo la realtà così come è ma vediamo l’interpretazione che ci siamo costruiti di essa.
L’affermazione non è banale poiché, se crediamo senza verifiche al modello della realtà che abbiamo costruito, potremmo arrivare a pensare di essere obbligati a compiere certe azioni che sono, invece, facoltative.

La mappa si inizia a dis…

Totò, l’evidenza del tasso variabile e i tulipani

Anni fa ero rimasto molto colpito dalla scena di un film nella quale Totò si faceva beffe di un ufficiale delle SS. Durante la visione pensavo: “Il film è stato prodotto negli anni 50, come è possibile che riescano a fare dello spirito su questo argomento, avendo sperimentato in prima persona ciò che è stato?”.

Mi ero poi risposto che, analogamente a quanto succede ai feriti gravi, il trauma era stato talmente violento che “a caldo” era possibile rivisitare l’orrore senza emozioni.

La stessa sensazione di disagio l’ho riprovata alcuni giorni or sono, ascoltando su Radio Rai un programma di varietà nel quale si cercava il “debitore 0”: il primo italiano che sarebbe fallito per colpa della crisi economica.

Una serie di persone telefonavano sciorinando le proprie disgrazie. I fili rossi che univano i racconti erano: la sostanziale indifferenza apparente con la quale si denunciava il proprio dissesto e il fatto che una delle cause principali fosse l’innalzamento delle rate del mutuo (a tasso…

La weltanschauung di Forrest Gump

1) “Il caso è lo pseudonimo di Dio, quando non vuole firmare” (A. France)

2) “Più si invecchia e più ci si convince che Sua sacra Maestà il Caso fa i tre quarti del lavoro in questo miserabile universo”. (Federico il Grande)

3) Non lo so... se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza... ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento. (Forrest Gump)

Gli aforismi precedenti descrivono le possibili visioni che l’uomo ha di se stesso e del suo contesto. Trovo che indagare su questo argomento sia interessante, poiché ha - inaspettatamente - anche risvolti sugli atteggiamenti di investimento.

Mi rendo conto che quanto mi accingo ad esporre possa essere molto controverso e sarò ben lieto di aprire un contraddittorio. Non è mia intenzione dare giudizi di valore su queste posizioni: le stilizzerò per rendere il più possibile chiaro il messaggio.


La prima posizione - “fideista” - non è esclusiva delle grandi r…

Il valore della consapevolezza

L’attuale situazione dei mercati finanziari mi ha indotto a sbozzare tre concetti, assolutamente non originali e (forse) poco considerati, almeno fino a quando non ci si trova nel mezzo di una crisi.

1) E’ indispensabile conoscere approfonditamente ciò che si vende.
Mi chiedo quanti operatori avessero capito i meccanismi dei prodotti di finanza derivata che offrivano. Erano consapevoli che in certi casi il rischio di fallimento dell’emittente degli strumenti era a carico del cliente finale?
I responsabili conoscevano le reali probabilità di guadagno per l’acquirente del prodotto? Avevano idea delle commissioni implicite fatti pagare ai clienti?
Chi proponeva alle aziende operazioni con strumenti derivati era veramente consapevole dei meccanismi sottostanti e delle loro conseguenze?

Non credo che a livello periferico ci fosse piena consapevolezza di ciò che si stava vendendo, ma credo che neppure ci sia stata volontà di fare chiarezza, sia perché si trattava di prodotti difficili da capire …

I futures sono nati nel Giappone del 17° secolo

(Chi non sa cosa sono i futures non si preoccupi, lo intuirà strada facendo)

I giapponesi crearono con tutta probabilità la prima Borsa, quella del riso.

Dopo un secolo di guerre feudali il signore di Tokio - Tokugawa Ieyasu – prevalse nella battaglia di Sekigahara diventando così Shogun di tutto il Giappone.
Dopo la sua vittoria obbligò i feudatari a vivere con le loro famiglie a Tokio, (interessante notare che accadde qualcosa del genere anche in Francia, nello stesso periodo) e quando questi ritornavano presso le proprie terre, lasciavano le famiglie in ostaggio.

Non avendo altre possibilità di competere, i feudatari sottomessi a Ieyasu, iniziarono farlo conducendo una vita sfarzosa, grazie ai proventi ottenuti dalla vendita del riso. Quando la produzione dell'anno in corso era stata completamente venduta si passava all’annata successiva (futura, appunto). I magazzini rilasciavano apposite ricevute per questo riso “futuro”, detto allora "riso vuoto".

Come è noto (anche ad …

Ecce Banca

Prendo spunto dalla crisi odierna per dare un flash su come funzionano l’industria del risparmio gestito e i mercati.

Quando comperiamo un fondo comune di investimento affidiamo i nostri risparmi a due categorie di tecnici specifici
- i gestori (dei fondi), che sono coloro i quali materialmente hanno la responsabilità di comperare e vendere valori mobiliari, per far fruttare il denaro dei clienti;
- gli analisti, che supportano i gestori emettendo un giudizio motivato sugli obiettivi di prezzo di un titolo.

Il lavoro del gestore consiste nel
- selezionare i titoli che sovraperformeranno il mercato;
- decidere quanto e quando il fondo debba essere esposto (investito) su un certo mercato.

Occorre quindi che il gestore segua l’andamento del mercato nel tentativo di anticiparlo per guadagnare terreno rispetto al mercato stesso. Il timore del gestore è di accorgersi in ritardo dei movimenti del mercato. Si può affermare senza eccessiva approssimazione che i gestori (ma anche i privati) nel tentat…

La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato

Psicologia e investimenti finanziari.

Operare in campo finanziario offre almeno due grandi atout: la possibilità di arricchimento e l’emozione. Non solo, il primo intento offusca - ad una osservazione superficiale - il secondo. Parafrasando Alberoni si potrebbe affermare che “il gioco finanziario è la versione etica del gioco d’azzardo” (prego notare che ho usato la parola “gioco” e non “investimento”).

Sono stati studiati casi estremi di trader compulsivi e si è visto che la loro patologia è simile a quella dei giocatori d’azzardo, ma anche per i trader non compulsivi ritengo che lo stimolo emotivo sia comunque importante. Un indizio della non erroneità di questo ragionamento sta nel dato dell’aumento dei partecipanti al trading on line: la numerosità di conti attivi cresce nelle fasi di Borsa euforica. Interessante notare – sempre da una indagine SEC (la Consob americana) del 2000 - che oltre il 90% dei conti on line era in perdita anche nel periodo immediatamente precedente lo scoppi…
Non intendo creare l’ennesimo blog di commenti e previsioni sui mercati. Non voglio affascinare nessuno mostrando la mia bravura.
Non ospiterò previsioni puntuali o commenti di stretta attualità sull’andamento dei mercati. Se domani questi saliranno o scenderanno non mi interesserà, salvo che non avvenga per causa di importanti shock esogeni.

Mi piacerebbe soffermarmi, una volta alla settimana, su argomenti di carattere generale, percorrere strade laterali, trovare nuovi spunti su vecchi argomenti. Ed i commenti, le critiche - anche affilate - mi faranno un gran comodo.

Insomma non un blog per celebrare (presunte) glorie ma, per condividere pensieri, opportunità o problemi.

Cellino e Associati SIM - TEST PAGE
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