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Visualizzazione dei post da Settembre, 2008

Il valore della consapevolezza

L’attuale situazione dei mercati finanziari mi ha indotto a sbozzare tre concetti, assolutamente non originali e (forse) poco considerati, almeno fino a quando non ci si trova nel mezzo di una crisi.

1) E’ indispensabile conoscere approfonditamente ciò che si vende.
Mi chiedo quanti operatori avessero capito i meccanismi dei prodotti di finanza derivata che offrivano. Erano consapevoli che in certi casi il rischio di fallimento dell’emittente degli strumenti era a carico del cliente finale?
I responsabili conoscevano le reali probabilità di guadagno per l’acquirente del prodotto? Avevano idea delle commissioni implicite fatti pagare ai clienti?
Chi proponeva alle aziende operazioni con strumenti derivati era veramente consapevole dei meccanismi sottostanti e delle loro conseguenze?

Non credo che a livello periferico ci fosse piena consapevolezza di ciò che si stava vendendo, ma credo che neppure ci sia stata volontà di fare chiarezza, sia perché si trattava di prodotti difficili da capire …

I futures sono nati nel Giappone del 17° secolo

(Chi non sa cosa sono i futures non si preoccupi, lo intuirà strada facendo)

I giapponesi crearono con tutta probabilità la prima Borsa, quella del riso.

Dopo un secolo di guerre feudali il signore di Tokio - Tokugawa Ieyasu – prevalse nella battaglia di Sekigahara diventando così Shogun di tutto il Giappone.
Dopo la sua vittoria obbligò i feudatari a vivere con le loro famiglie a Tokio, (interessante notare che accadde qualcosa del genere anche in Francia, nello stesso periodo) e quando questi ritornavano presso le proprie terre, lasciavano le famiglie in ostaggio.

Non avendo altre possibilità di competere, i feudatari sottomessi a Ieyasu, iniziarono farlo conducendo una vita sfarzosa, grazie ai proventi ottenuti dalla vendita del riso. Quando la produzione dell'anno in corso era stata completamente venduta si passava all’annata successiva (futura, appunto). I magazzini rilasciavano apposite ricevute per questo riso “futuro”, detto allora "riso vuoto".

Come è noto (anche ad …

Ecce Banca

Prendo spunto dalla crisi odierna per dare un flash su come funzionano l’industria del risparmio gestito e i mercati.

Quando comperiamo un fondo comune di investimento affidiamo i nostri risparmi a due categorie di tecnici specifici
- i gestori (dei fondi), che sono coloro i quali materialmente hanno la responsabilità di comperare e vendere valori mobiliari, per far fruttare il denaro dei clienti;
- gli analisti, che supportano i gestori emettendo un giudizio motivato sugli obiettivi di prezzo di un titolo.

Il lavoro del gestore consiste nel
- selezionare i titoli che sovraperformeranno il mercato;
- decidere quanto e quando il fondo debba essere esposto (investito) su un certo mercato.

Occorre quindi che il gestore segua l’andamento del mercato nel tentativo di anticiparlo per guadagnare terreno rispetto al mercato stesso. Il timore del gestore è di accorgersi in ritardo dei movimenti del mercato. Si può affermare senza eccessiva approssimazione che i gestori (ma anche i privati) nel tentat…

La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato

Psicologia e investimenti finanziari.

Operare in campo finanziario offre almeno due grandi atout: la possibilità di arricchimento e l’emozione. Non solo, il primo intento offusca - ad una osservazione superficiale - il secondo. Parafrasando Alberoni si potrebbe affermare che “il gioco finanziario è la versione etica del gioco d’azzardo” (prego notare che ho usato la parola “gioco” e non “investimento”).

Sono stati studiati casi estremi di trader compulsivi e si è visto che la loro patologia è simile a quella dei giocatori d’azzardo, ma anche per i trader non compulsivi ritengo che lo stimolo emotivo sia comunque importante. Un indizio della non erroneità di questo ragionamento sta nel dato dell’aumento dei partecipanti al trading on line: la numerosità di conti attivi cresce nelle fasi di Borsa euforica. Interessante notare – sempre da una indagine SEC (la Consob americana) del 2000 - che oltre il 90% dei conti on line era in perdita anche nel periodo immediatamente precedente lo scoppi…
Non intendo creare l’ennesimo blog di commenti e previsioni sui mercati. Non voglio affascinare nessuno mostrando la mia bravura.
Non ospiterò previsioni puntuali o commenti di stretta attualità sull’andamento dei mercati. Se domani questi saliranno o scenderanno non mi interesserà, salvo che non avvenga per causa di importanti shock esogeni.

Mi piacerebbe soffermarmi, una volta alla settimana, su argomenti di carattere generale, percorrere strade laterali, trovare nuovi spunti su vecchi argomenti. Ed i commenti, le critiche - anche affilate - mi faranno un gran comodo.

Insomma non un blog per celebrare (presunte) glorie ma, per condividere pensieri, opportunità o problemi.

Cellino e Associati SIM - TEST PAGE
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