Passa ai contenuti principali

Con il sudore del tuo volto investirai



Il risparmiatore italiano può facilmente datare la cacciata dal proprio Eden: il 2008.

Non c’è stata persona che non sia stata colpita dai recenti rovesci dei mercati finanziari: fondi di liquidità che hanno offerto rendimenti negativi; investimenti azionari severamente ridimensionati; obbligazioni che non hanno più valore; contratti a capitale garantito che hanno polverizzato il capitale; oscillazioni fortissime sulle valute e default sui Titoli di Stato di qualche Paese.

Probabilmente nel 2009 gli italiani dovranno iniziare a riflettere seriamente se è opportuno continuare a ricevere consigli dai custodi del proprio denaro, poiché, sebbene la banca continui ad eccellere in questa mansione, è legittimo avere dubbi sulla sua capacità consulenziale. E se, fino ad ora, il conflitto di interessi era stato riconosciuto dai clienti con bonaria tranquillità, presumo che si sia arrivati ad un punto di svolta.

La banca, nata come custode, si è evoluta nel tempo fino ad insinuarsi come consulente, e approfittando della familiarità che il cliente aveva con essa ha iniziato ad offrire prodotti sempre più complessi ed opachi.

Questo fenomeno era già stato lucidamente rilevato fin dal 1999, anno in cui la Consob - con uno studio pubblicato nel n. 35 dei “Quaderni di finanza” - aveva rilevato uno spaventoso conflitto di interesse a danno dei risparmiatori.

L’utilizzo della familiarità per raggiungere i propri fini, a danni altrui, è una tecnica assolutamente collaudata e l’ultimo esponente del genere è un americano.

Da alcuni giorni si delineano i tratti di una nuova (per adesso presunta) truffa di dimensioni gigantesche, sulla quale le banche, ancora una volta, dichiarano di non essere esposte.

E’ stato infatti arrestato in USA Bernard Madoff, ex presidente del Nasdaq e re degli hedge fund, imputato di aver creato una truffa da 50 miliardi di dollari, col più semplice degli schemi: pagare gli interessi dei primi investitori coi soldi degli ultimi arrivati.

Così per 10 anni, regolarmente, ha corrisposto ai suoi clienti rendimenti del 15% circa, anche se da tempo alcuni concorrenti asserivano l’impossibilità di quei risultati; ma si sa, gli hedge fund sono eccellenti strumenti… opachi.

L’aspetto della vicenda che a noi italiani dovrebbe risultare familiare è che Madoff sembra sia riuscito a entrare nella cerchia delle persone “al di sopra di ogni sospetto” e quindi a proseguire per anni nella sua discutibile attività, profondendo in beneficenza molti milioni di dollari all’anno e “disattivando” così la coscienza critica dei suoi pur non sprovveduti clienti.

Ha cioè anestetizzato la coscienza critica usando la familiarità e la gratitudine.

Potremmo quindi dire che, se “il sonno della ragione genera mostri” allora “il sonno dell’attenzione genera investimenti a rischio”.

Trovo opportuno concludere ricollegandomi ad un post di fine settembre

- E’ indispensabile (per il venditore) conoscere approfonditamente ciò che vende, per evitare di essere complici ignari di abili mascalzoni, come abbiamo potuto vedere in tempi recenti.
- L’acquirente ha il diritto/dovere di capire e di “vedere” cosa sta comprando: in finanza si comperano solo azioni od obbligazioni, il resto è artificio e come tale scompare, come stiamo sperimentando.

- L’etica è più importante del profitto. E spero che un giorno - vicino - possiamo sperimentarlo. E questo è il mio augurio di Natale.

Commenti