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Darwinismo all’italiana



Anni fa una pubblicità bancaria recitava che un certo istituto era stato fondato “quando il Sole girava ancora intorno alla Terra”, facendo riferimento alla propria plurisecolare esperienza.

La questione che allora pongo questa settimana è: “Le istituzioni finanziarie più antiche sono migliori di quelle più giovani?”.

In effetti la logica suggerisce che la selezione naturale affina le caratteristiche più adeguate per prosperare: una banca dalla lunga storia dovrebbe aver sviluppato maggiori capacità di sopravvivenza e quindi probabilmente anche una miglior qualità del servizio verso clientela.

Ma la selezione naturale è stata libera di agire sulle banche, almeno in Italia?

Che gli Istituti di Credito italiani da circa un secolo siano “stabili” per volontà politica è, fino ad oggi, un fatto.

Non è un caso, allora, che i più non ricordino che il Banco Ambrosiano nei primi anni 80 del secolo scorso ha avuto vicissitudini romanzesche e che i correntisti ne sono usciti indenni solo grazie alle protezioni statali.

Ma ammesso e non concesso che l’anzianità di servizio sia un indicatore affidabile per dimostrare la stabilità futura di un depositario, è sensato usarla anche come indicatore dell’oculatezza dei suggerimenti di investimento?

Se un mercato è rigidamente regolamentato ma contemporaneamente non è adeguatamente vigilato per evitare “cartelli” tra gli operatori, questi ultimi godono di una rendita di posizione e sono disincentivati a farsi concorrenza.

In tali condizioni l’attività di “consulenza” non è altro che un escamotage commerciale che copre l’attività di vendita.

Quindi la risposta non risiede tanto nella “quantità“ di storia che si può esibire quanto nell’efficienza dell’organo di vigilanza della concorrenza.

Ma non bisogna fare di ogni erba un fascio. Ci sono categorie di intermediari che non sono state protette e per le quali la sopravvivenza nel tempo potrebbe diventare un parametro più significativo.

Prendiamo per esempio gli Agenti di Cambio in Torino. Nel 1963 ce ne erano una sessantina.

Di questi, o meglio di strutture che proseguono l’attività del fondatore in modo indipendente rispetto al sistema bancario, oggi ce ne sono due o tre.

Niente male come selezione naturale, migliore di quella dello S&P500 visto la settimana passata…

Proseguendo quindi nell’utilizzo della logica darwiniana si può affermare che è più probabile trovare tra gli intermediari “non protetti” e con maggiore anzianità quelle caratteristiche che vengono da taluni imprudentemente vantate.

La morale che si può trarre è relativa al funzionamento della psiche umana. Fa fatica a discriminare ed è relativamente facile contrabbandare un concetto falso “agganciandolo” ad uno vero.
E questo Madoff lo sapeva benissimo.

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