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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2009

Azioni e motori, gioie e dolori

Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM
Perché istintivamente un investimento con maggiori probabilità di guadagno e maggiore volatilità viene praticato in misura minore di uno con caratteristiche opposte?

Perché è più facile trovare investitori desiderosi di impiegare il proprio patrimonio in asset a minor rendimento?

L’”uomo economico” dovrebbe comportarsi razionalmente, ma questo non sembra accadere.

Senza entrare nel dettaglio segnalo che dagli anni 70, almeno una coppia di psicologi ha dimostrato che l’uomo razionale è una finzione, mentre il decisore reale è afflitto da distorsioni percettive alquanto pesanti.

Da questa osservazione è nata la Finanza Comportamentale, una scienza a cavallo tra psicologia, neurologia ed economia che ha evidenziato - tra l'altro - una asimmetria della percezione tra perdite e guadagni.

Secondo la Finanza Comportamentale, mediamente, la perdita di una somma è percepita come doppiamente dolorosa rispetto al guadagno del medesimo importo.
Biologi…

La bussola dell’investitore

Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM
Le crisi possono essere momenti fecondi, poiché se si riesce a fare serenamente una revisione del proprio operato, facilmente si potrà evitare di ripetere i medesimi errori.

Propongo quindi, in questo tempo così propizio, un modello molto semplice per riflettere sul proprio comportamento finanziario.

Il modello copre tre aree
- il controllo;
- l’orizzonte temporale;
- l’aggressività;


Controllo

Sembrerà strano o scontato, ma è il più vitale e disatteso, poiché la delega in bianco, l’assenza di visione generale e un controllo saltuario della gestione possono essere catastrofici per il proprio patrimonio.

- Ogni quanto tempo faccio il punto della situazione?
Due volte all’anno è la misura ottimale. Di più potrebbe creare ansia e solo gli specialisti o gli investitori più “attrezzati” dovrebbero procedere in quella direzione; di meno potrebbe creare ritardi eccessivi nel prendere provvedimenti.

- Quanta parte degli investimenti è allocata in azioni? E…

Occasione epocale o fine di un’epoca?

In questo periodo i prezzi delle azioni sono veramente molto bassi. Ma un prezzo basso è indice di buona occasione?

Si dice che i mercati scontino ogni informazione nota; questo nel lungo periodo è certamente vero, tuttavia è anche dimostrabile che nel breve periodo vi sono situazioni temporanee in cui le informazioni disponibili non sono completamente o correttamente valutate.

Qual è il meccanismo col quale si forma un prezzo? Per essere molto sintetici affermo che con una procedura di matematica finanziaria si condensano ad oggi le aspettative sugli utili dei prossimi anni.

Pertanto ad ogni prezzo corrisponde una ipotesi sugli utili futuri di quella azione e implicitamente sull’andamento dell’economia.

Possiamo allora già tirare una conclusione sorprendente: i mercati finanziari sono i migliori barometri dell’economia reale. Infatti una moltitudine di persone genera quotidianamente ipotesi sull’economia reale per prendere decisioni in campo finanziario.
Quando poi la situazione non è chi…

Il processo decisionale

Come si sviluppa un processo di scelta (non collettivo)? Oggi propongo di addentrarci un poco dentro questo meccanismo.

Quando il livello di insoddisfazione ha superato il livello di guardia ci rendiamo conto di avere una esigenza, e decidiamo di cambiare le cose.

Disporre di una pluralità di scelte complica la nostra attività e per orientarci usiamo punti di riferimento detti “differenziatori”, ovvero caratteristiche che riteniamo importanti.

Quali sono i differenziatori? E’ molto soggettivo. Qualunque caratteristica - reale o presunta - può diventare un differenziatore: le dimensioni, il prezzo, lo status che conferisce il possesso del bene che intendiamo acquistare sono tutti differenziatori validi.

Una suddivisione interessante dei differenziatori è la bipartizione tra “duri” e “morbidi”.

Un differenziatore è “duro” se è facilmente misurabile. Tipicamente differenziatori duri sono: dimensioni, peso, colore.

Un differenziatore “morbido” ha invece ha una definizione più sfumata, il design…