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Occasione epocale o fine di un’epoca?



In questo periodo i prezzi delle azioni sono veramente molto bassi. Ma un prezzo basso è indice di buona occasione?

Si dice che i mercati scontino ogni informazione nota; questo nel lungo periodo è certamente vero, tuttavia è anche dimostrabile che nel breve periodo vi sono situazioni temporanee in cui le informazioni disponibili non sono completamente o correttamente valutate.

Qual è il meccanismo col quale si forma un prezzo? Per essere molto sintetici affermo che con una procedura di matematica finanziaria si condensano ad oggi le aspettative sugli utili dei prossimi anni.

Pertanto ad ogni prezzo corrisponde una ipotesi sugli utili futuri di quella azione e implicitamente sull’andamento dell’economia.

Possiamo allora già tirare una conclusione sorprendente: i mercati finanziari sono i migliori barometri dell’economia reale. Infatti una moltitudine di persone genera quotidianamente ipotesi sull’economia reale per prendere decisioni in campo finanziario.
Quando poi la situazione non è chiara (nel bene o nel male) si prendono decisioni veloci e decise in una direzione, salvo aggiustarle in seguito, creando così la famosa volatilità dei mercati.

Ma tornando a noi, quale ipotesi sul futuro rispecchiano i prezzi attuali?

Secondo un analista fidato i prezzi attuali incorporano una recessione molto pesante, anteguerra (ww2, per intenderci). Mentre i livelli di settembre (prima del crack Lehman) rispecchiavano una ipotesi di “normale” recessione economica post bellica.

Ma allora comperare adesso potrebbe essere un affare? In un’ottica decennale potrebbe esserlo, perché i rendimenti a scadenza offerti sono eclatanti, nonostante il periodo di crisi dell’economia reale. Ma c’è almeno un ”ma”.

Il “ma” sta nel rischio di deflazione globale, ovvero in quel fenomeno che aumenta il potere di acquisto del numerario e riduce inesorabilmente il prezzo dei beni.

Case azioni e bond indicizzati all’inflazione sono penalizzati in caso di deflazione, come la storia giapponese recente insegna. Così in tale frangente il rapporto prezzo utili delle azioni resta una promessa che non si realizza.

Che fare? Non resta che vigilare, come consigliava Laocoonte ai Troiani.





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