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Anatomia delle truffe finanziarie - 1

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM
Apprendo adesso che è stato arrestato un funzionario della Banca della Svizzera Italiana (che è proprietà di un grande gruppo assicurativo italiano). Mi pare un buon viatico per introdurre il tema.


E’ notizia recente che la Sec, l’equivalente americana della Consob ha scoperto nel 2008 e in questo scorcio del 2009 circa 30 frodi finanziarie per 60 miliardi di dollari: un record. Da anni non si vedeva una simile, discutibile, effervescenza.

Così oggi propongo la prima parte di questo studio, con l’augurio che non vi dobbiate mai trovare a dover approfondire un caso concreto.


Quali sono i denominatori comuni delle truffe?

Come mai l’epilogo anche se porta alla punizione del colpevole spesso non conduce ad un recupero soddisfacente del maltolto? Eppure se esiste un truffatore dovrebbe esistere anche un “malloppo” da recuperare.


Suddivido le truffe in due grandi categorie:

- “La stangata” ha luogo quando un gruppo organizza - esattamente come nel film omonimo - una macchinazione ai danni altrui. Ritengo questi casi relativamente rari in finanza, sebbene occorra puntualizzare che una certa parte non è osservabile, in quanto le vittime - se la truffa è ben ideata - non sono incentivate a rivolgersi alla Magistratura.
Immaginate - ad esempio - una truffa rivolta a drenare i proventi di attività economiche effettuate evadendo il fisco.

- “La difficoltà temporanea” si concretizza quando un imprenditore disinvolto ma che, almeno inizialmente, non ha l’animo truffaldino, entra in crisi. Anziché arrendersi all’evidenza cerca di cavalcare la tigre, mentendo e falsificando i bilanci, fino a quando il gioco non sarà più sostenibile o fino a quando avrà ripianato la situazione. Occorre notare che anche di questa tipologia osserviamo solo le crisi che esplodono, mentre non possiamo notare le situazioni che sono state critiche senza tuttavia estremizzarsi. Queste ultime in genere passano alla storia come disordini contabili più o meno grandi, ma sono poco evidenti: forse alcune vicende relative al passaggio di proprietà di una importante azienda di telecomunicazioni sono ascrivibili a questi ambiti .


Concludo ancora con una notazione legata alla cronaca, che ha recentemente legato gli hedge fund ad alcune truffe.

Chi apre un fondo hedge non è quasi mai un truffatore, tuttavia talvolta i truffatori si avvalgono dei fondi hedge - che in taluni casi sono poco regolamentati - per coprire i propri loschi traffici.

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