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Chiavi e serrature

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM

Avere una mappa - quando si viaggia in un territorio sconosciuto - è di importanza vitale. Se poi si tratta di un viaggio nell'animo umano la mappa è ancora più utile, poiché (come ricorda il proverbio russo "gli uomini non sono montagne") la vita è fatta di relazioni.

Già dall'antichità i filosofi greci avevano cercato di individuare quali motivi spingono gli uomini ad agire. In seguito, nel secolo scorso, il lavoro è stato ripreso e strutturato dai teorici dell'educazione e dagli psicologi.

La frontiera di questa attività di ricerca è rappresentata dai risultati delle ricerche di S. Reiss dell'Università dell'Ohio.

Dopo un lungo lavoro di statistica psicologica ha individuato una serie di "motivazioni base" che - secondo la sua teoria - sono la mappa dell'animo umano: è possibile cioè spiegare i comportamenti individuali sulla scorta dei 16 fattori motivazionali da lui individuati.

Ovviamente non considero questa teoria un Santo Graal e quindi non mi attendo che magicamente spieghi tutto, ma mi è parso ragionevole esplorarla.

Secondo Reiss ognuno di noi ha quattro o cinque caratteristiche molto marcate in senso positivo o negativo che costituiscono l'ossatura della nostra personalità e che determinano la (in)compatibilità tra individui.

Ognuno di noi, con il proprio profilo è contemporaneamente sia una chiave che una serratura. E quindi, nell’universo delle relazioni, se si incontrano persone con strutture di personalità poco compatibili facilmente assisteremo a rapporti conflittuali.

Un esempio potrebbe essere rappresentato dal conflitto generato in una situazione non strutturata (ovvero dove non c'è una indicazione a priori su chi debba essere il capo) in cui si incontrano due persone con elevata propensione al potere. Il rischio di assistere ad una lotta non è piccolo.

Uno scettico potrebbe dire: “Molto bello per gli specialisti, ammesso che funzioni, ma cosa ha a che fare tutto questo nella vita di ogni giorno?”.

Direi moltissimo.

A livello personale, nell'ambito "ricerca della felicità" è opportuno che ciascuno di noi impari a conoscersi meglio per procacciarsi quei ruoli, siano essi posti di lavoro o compagni, compatibili con il nostro modo di essere.

Mi sono per esempio spiegato perché mia moglie ed io entriamo in contrasto su questioni triviali come l'ordine della camera di nostro figlio (desiderio di ordine); e perché alla fine della discussione sull’argomento precedente lei in genere si accoda al mio parere (desiderio di potere; desiderio di tranquillità, e non – come lei asserisce - la sua santità).

Non solo, quando abbiamo a che fare con una persona poco conosciuta, saper guardare nelle giuste direzioni per capire i suoi comportamenti potrebbe essere una risorsa notevolissima.

Con questo metodo si potrebbe rivedere il giudizio su un comportamento “inspiegabile” o ipotizzare un certo comportamento futuro.

A livello aziendale potrebbe essere molto interessante approfondire questa analisi: temo che ci si preoccupi troppo di di trovare un candidato adeguato alle necessità da un punto di vista tecnico, ma che non si considerino abbastanza le caratteristiche motivazionali dei candidati.

Si ha cioè una selezione casuale dal punto di vista motivazionale, col rischio di acquisire persone che, pur tecnicamente competenti, possono essere motivazionalmente inadatte e quindi soggette a pesanti impasses emotive. E' evidente che è molto antieconomico per una organizzazione avere un operatore frustrato piuttosto che uno soddisfatto.

Ringrazio infine il dottor Domenico Mustone, psicologo, che mi ispirato e consentito di saccheggiare il suo sito. Chi fosse interessato ad approfondire può googlare "Reiss Steven, Mustone".

Commenti

Anonimo ha detto…
sulla psicologia di coppia c'è un libro divertente oltre che istruttivo "gli uomini vengono da marte le donne da venere" di J.Gray
davvero interessante.

sulle motivazioni posso solo dire che senza il lavoro diventa un peso, se si hanno allora tutto può essere una missione: la nostra.
Andrea