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Visualizzazione dei post da Giugno, 2009

Madoff, i derivati e lo scudo fiscale

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM
Un breve post, anche autocelebrativo.

Sono lieto della velocità della macchina processuale americana, che ha impiegato 6 mesi per castigare un truffatore, mentre in Italia sarebbero occorsi 20 anni.

Constato che si sta mettendo mano a livello internazionale alla regolamentazione dei derivati, e avevo scritto poco prima dell'insediamento di Obama che avrebbe dovuto occuparsene.

Noto che ho sbagliato sulla tempistica dello scudo fiscale, ma che sta arrivando.

Nuovi tarli per il cassettista

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM
In gennaio evidenziavo come investire in un indice borsistico sia più saggio che investire su una singola azione.

Oggi mettiamo sotto esame un altro assunto fondamentale della filosofia del cassettista.

“Compra e tieni” offre di sicuro il miglior risultato? E’ saggio “farsi un giardinetto” e aspettare?

Sappiamo che diversificare è comunque meglio che concentrare gli investimenti. Ma attendere è sempre la miglior strategia?

Esaminiamo la tabella che segue:
- nelle prime due colonne c’è il valore di un investimento iniziale (dividendi esclusi) di 100 (lire o euro) in un indice azionario area euro e in un indice azionario italiano.
- Nelle due colonne successive si trova il rendimento ottenuto anno per anno.
- Le ultime due colonne mostrano il rendimento che si sarebbe ottenuto comperando in un certo anno e aspettando 5 anni prima di realizzare.





Vedere rendimenti negativi a livello annuale non stupisce.

Stupisce di più vedere che 5 anni di attesa n…

I prezzi di borsa e la Verità

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM

Riprendo oggi un tema caro a K. Popper e chiedo: “la verità è evidente?”

La questione è tutt’altro che banale per le sue implicazioni.

Da un punto di vista “filosofico” affermare che la verità è evidente implica che vi sono persone che negano l’evidenza.

Sorge allora la questione: come comportarsi con costoro?

Poiché la loro malafede è evidente, di volta in volta sarà facile definirli
- “strumenti del demonio” e quindi metterli al rogo;
- “rivoluzionari” e quindi schiacciarli con le truppe fedeli,
- “controrivoluzionari” e quindi ghigliottinarli,
- “esponenti di una scienza ebrea” e quindi ostracizzarli,
- “nemici del Popolo” e quindi inviarli nei gulag.

Tuttavia restare senza troppi punti di riferimento è faticoso ed innaturale poiché occorre ogni volta ragionare come se si fosse davanti ad un fenomeno nuovo. La fisiologia del cervello in questo senso ci aiuta a vivere meglio, filtrando il “nuovo” dal “vecchio” e consentendoci quindi di non guid…

Trilussa e “Sell in may and go away”

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Un vecchio proverbio di Wall Street suggerisce di vendere in maggio (per ripresentarsi compratori in autunno).

Il buon senso suggerisce di non badare ai proverbi, poiché le ricorrenze suggerite non sono garantite; d’altra parte chiunque frequenti i mercati finanziari ha notato che i mesi estivi sono più deboli dei mesi invernali.

Mi sono incuriosito ed ho compilato la seguente tabella con i dati calcolati dalle serie storiche degli indici Comit e SP500, dal 1973 ad oggi.





Alla voce “Media” vedete il rendimento ottenuto comperando l’indice di borsa sopra indicato il primo giorno del mese e rivendendolo nell’ultimo giorno.

La voce “Dev. St.” (deviazione standard) indica quanto la media sia stabile, ovvero (in un certo senso) quanto spesso si incorre in eccezioni alla “regola” del rendimento medio indicato.

Più è alta la deviazione standard e più in rendimento indicato è instabile, cioè i valori “reali” si discostano dal valore medio; per es. ra…

Le emozioni nell’acquisto di prodotti di investimento

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Riprendo un concetto espresso dal politologo Sartori che oltre 25 anni fa si scagliava contro il novitismo nell’editoria. In quel tempo l’illustre accademico censurava la pratica di pubblicare libri nuovi anziché ristampare i vecchi, sebbene ritenuti migliori.

Dopo 25 anni posso affermare che la situazione non mi pare migliorata ma addirittura che la tendenza si sia estesa anche ad altri settori dell’industria.

La necessità commerciale di creare pretesti per consentire alla forza vendita di fare pressioni con nuove “ragioni” sul parco clienti, unito alla necessità di cercare sempre nuovi compratori, induce le società a creare novità, senza troppo ragionare se il benessere di lungo periodo delle aziende e quello dei clienti sia poi così slegato.

Considerando inoltre che ogni essere umano, nel momento dell’emozione, difficilmente resiste alle tentazioni e che, mediamente, il privato pianifica poco le strategie di investimento, si creano prod…