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L’amigdala e la Borsa

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM

L’amigdala è la porzione del cervello che presiede ai comportamenti da tenere in caso di pericolo. E’ di così antica formazione che si assomiglia in quasi tutte le specie animali e nei rettili è una parte rilevante dell’intero cervello.

Poiché fronteggiare rapidamente una belva o un nemico era vitale, nel tempo, la natura ha selezionato gli individui con una amigdala più reattiva. Infatti le persone con temperamento più risoluto di fronte ad una minaccia hanno una maggior probabilità di sopravvivenza, in un mondo semplice.

Le decisioni prese con tale area sono veloci, ma approssimative.

Per ovviare a questo inconveniente l’uomo ha poi imparato a prendere decisioni con la corteccia cerebrale, i cui processi sono più lenti ma anche più accurati.

Oggi le minacce immediate e dirette alla nostra esistenza sono decisamente meno frequenti di un tempo, ma l’amigdala non lo sa e continua, talvolta, ad essere la protagonista silenziosa delle nostre reazioni. Può sembrare curioso, ma ancora oggi il cervello tende a trattare allo stesso modo la presenza di una tigre o un insulto ricevuto mentre guidiamo.


Cosa c’entra l’amigdala con gli investimenti?

Il mercato borsistico moderno mette nelle migliori condizioni chi desidera operare, anche impulsivamente. Così in Borsa talvolta l’investitore decide con l’amigdala anziché con la corteccia.

Al contrario nel mercato immobiliare - che per natura pone rilevanti vincoli all’implementazione rapida di una decisione – è possibile una rielaborazione della decisione.

Possiamo - alla luce di quanto esposto - interpretare anche in chiave fisiologica alcuni fenomeni borsistici.

Osservando il grafico di un titolo si nota come le discese siano molto veloci, in accordo con una azione che parrebbe imposta dall’amigdala, mentre le ascese in genere sono più lente e faticose, come i processi effettuati con la corteccia cerebrale.

Si potrebbe dire quindi che le discese sono decise dall’amigdala e le risalite della corteccia.

Qualcuno potrebbe far notare però che ci sono almeno due tipi di salita molto veloce:
- la vertiginosa ascesa finale dei prezzi al termine di una fase di crescita molto intensa;
- la repentina risalita che avviene dopo un declino maggiore (il famoso rimbalzo tecnico).

E’ vero ma sebbene non mi dilungherò su di essi posso affermare che mi paiono fenomeni compatibili con quanto sostengo in linea generale.


Cosa presiede declino di un titolo? Essenzialmente la paura di perdere denaro. E analogamente il motore di un rialzo così estremo da essere totalmente irrealistico è la paura di non guadagnare abbastanza.

Generalizzando, quando il mercato si muove con grande forza lo stress può subentrare alla rilassatezza e alla corteccia si sostituisce l’amigdala, che ci fa decidere rapidamente di sottrarci al pericolo percepito.

Moderare i violenti stimoli dell’amigdala è molto difficile e il compito di un buon consulente è quello di domare i propri istinti ed aiutare i clienti a gestire i loro.

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