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Woody Allen ed il megafono

Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM
Un anno fa scrivevo su un tema a me caro: "la verità è evidente?"

Ecco l’indirizzo per chi desiderasse rispolverare il post.

Oggi ritorno sull’argomento utilizzando come pretesto l’Analisi Tecnica, una disciplina che si basa sulla pretesa che il movimento dei prezzi generi figure (pattern) che, se opportunamente identificate, hanno un valore predittivo circa l’andamento del titolo in esame.

Uno dei pattern meno noti è la “broad formation” o formazione a megafono:
si tratta di una figura dove i minimi ed i massimi si ampliano nel tempo, e perciò è possibile racchiuderla tra due linee divergenti, che assomigliano appunto ad un altoparlante.

I teorici descrivono il clima che genera tale andamento come una successione di ondate di euforia e depressione sempre maggiori, che terminano con un crollo verso il livello di partenza.

Il megafono più noto è quello generato dal corso dall’indice Dow Jones nel 1929.

È interessante notare che una figura somigliante a quella descritta si è presentata recentemente sull’indice della borsa spagnola e che si è comportata “da manuale”.




E’ infatti facilmente visibile l’andamento divergente dei prezzi, un primo crollo seguito da una reazione e successivamente il raggiungimento di un primo livello di supporto.

La cosa ancor più interessante che è molte Borse (Sidney per esempio) presentano figure simili.

Siamo alle soglie di un crollo generalizzato? La verità non è evidente, tanto è vero che gli stessi teorici dell’analisi tecnica hanno un ampio armamentario di tecniche per depurare i segnali “falsi” da quelli “veri”.

Inoltre sono stati avanzati molti dubbi sulla scientificità di questa disciplina. Nella sua versione più vecchia (e diffusa) penso possa essere facilmente negata la sua solidità: l’identificazione delle figure e le conseguenze sui prezzi sono talmente soggettive che nella migliore delle ipotesi si potrebbe parlare di arte piuttosto che di tecnica o scienza.

A mio avviso l’analisi tecnica classica aiuta giornalisti e presunti guru a spiegare “ex post” cosa stava succedendo, alimentando così discussioni di livello biscardiano e generando glorie effimere: talvolta infatti un giornalista “economico” potrà fare uno scoop affermando che il guru X aveva detto che sarebbe avvenuto un certo fenomeno.

E’ necessario riflettere sul fatto che anche tirando una moneta si sarebbe potuto avere un risultato previsivo e soprattutto che le luci della ribalta si accendono sui successi e non sugli insuccessi dei guru.

E’ curioso notare come persone che non si farebbero mai curare da un dentista che ha un equipaggiamento anteguerra non esitino a dare credito a persone che usano strumenti concettuali datati.

Parafrasando Woody Allen però devo ammettere che con tutti questi megafoni incombenti non mi sento a mio agio…

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