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Il flop delle energie alternative


Tradizionalmente in questo periodo dell'anno dedico un post alla comparazione tra gli investimenti azionari più tradizionali e gli investimenti in settori emotivi o di moda.

Potete trovare qui i post del
2010 e del 2009.

Mi pongo da due anni la domanda: ha senso per un privato impiegare le proprie risorse in un settore che viene presentato dai venditori come "settore del futuro" o è meglio - in assenza di idee chiarissime e fondate - dedicarsi "solo" ad una buona diversificazione?

Ovviamente la domanda è provocatoria.
Sappiamo tutti che le esigenze di vendita inducono talvolta a offrire emozioni piuttosto che pratiche di investimento solide ma noiose.







Quest'anno possiamo vedere che L'ETF dell'indice CRB delle commodities (in rosso) - nel periodo preso in esame (1/1/2008 -20/5/2011) - contrariamente a quanto avvenuto negli anni precedenti, ha fatto meglio dell'ETF che rappresenta l'indice MSCI World in euro (in blu). E meglio ancora ha fatto l'ETF sull'indice Timber e Forestry (in verde).

Finalmente!



Sono alcune osservazioni.
Il CRB è un indice che aggrega molte materie prime e quindi possiamo dire che un indice composito sulle materie prime ha battuto un indice composito azionario.

La seconda osservazione è relativa all'indice delle "energie alternative" (color cremisi) che addirittura è sotto la sua base di partenza, nonostante la sua evidenza di settore del futuro.

Sarebbe molto interessante capire il perchè.



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