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L'arresto di Strauss-Kahn sarà un problema per Draghi?


E' di poche ore fa la notizia dell'arresto di Strauss Kahn, presidente del Fondo Monetario Internazionale, con l'accusa di violenza sessuale.


Preciso che non sono un "complottista", non credo cioè che questo evento sia stato programmato o voluto da qualche potere forte, credo invece che Strauss-Kahn abbia pagato bene una cameriera per farsi fare un servizietto e che questa abbia deciso di spennare il suo pollo ben oltre il prezzo inizialmente pattuito.

Ciononostante questo avvenimento potrebbe creare qualche problema a Mario Draghi, presidente in pectore della BCE, poichè questa notizia impatta su tre importanti componenti dello scenario politico economico europeo:

1) la Germania non vede(va?) di buon occhio l'assegnazione della presidenza della BCE ad un Paese con i conti non in ordine, come l'Italia. Tuttavia Draghi è di gran lunga il miglior candidato possibile, tanto che per evitare l'onta di non essere scelto il presidente della Bundesbank si è dimesso.

2) Il governo italiano ha (aveva) un doppio interesse alla nomina di Draghi. Di prestigio internazionale e di opportunità politica: il nome di Draghi era già stato fatto più volte come possibile candidato premier bipartisan in caso di crisi di governo in Italia.

3) Strauss-Khan era il concorrente più temibile per Sarkozy nelle prossime elezioni presidenziali di novembre, adesso rischia il "fuori gioco".


In relazione alla presidenza della BCE la proposta originale tedesca era di neutralizzare Draghi piazzandolo al FMI. Il solo problema era che il posto di presidente del FMI si sarebbe reso disponibile ben dopo l'insediamento del nuovo presidente della BCE, tra circa un anno.

Questo coup de teatre potrebbe comportare una riapertura dei giochi da parte dei tedeschi, che potrebbero vedere nella disavventura di Kahn una nuova occasione per sistemare a loro favore la questione della presidenza della BCE.

Se la Politica non interverrà rapidamente, per esempio con una dichiarazione della signora Merkel che chiarisca che la questione della BCE è già stabilita e non intende riaprirla, sui mercati finanziari potrebbe scatenarsi una nuova ondata di volatilità alimentata dai timori di una nuova lotta tra la Germania e gli altri paesi europei che sostengono Draghi. Tuttavia viste le forti difficoltà politiche della Merkel, credo che in questo momento stia meditando sul da farsi e lasciar ballare i mercati potrebbe essere il male minore, per lei.

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