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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2012

Una cortesia che chiedo ai miei lettori

In tutta sincerità non credevo che il mio blog potesse avere più di un paio di lettori.
Il fatto che registri da almeno un anno alcune centinaia di visualizzazioni al mese mi lascia stupito.

Chiedo a tutti la cortesia di farmi sapere che cosa vi spinge a seguirmi e a dirmi se posso migliorare, per esempio affrontare argomenti che possano essere graditi.

Inoltre ho visto che il 20% delle visite proviene dagli Stati Uniti. :-O

In realtà credo che si tratti visite fugaci: quando si imposta una ricerca per parole chiave si fa poi una selezione dei risultati e quindi non credo che ci possa essere più di un lettore reale fuori dall'Italia.

Anche lui è caldamente invitato a dirmi la sua opinione.

Grazie a chi vorrà rendermi partecipe dei suoi pensieri.

La democrazia attenuata 5/5

La complessità riserva uno shock esiziale al mondo occidentale? Occorre puntualizzare anzitutto che non è solo il mondo occidentale tout court a correre gravi rischi in caso di shock sistemico. Oggi, anche se grossolanamente, si può inglobare nel “sistema occidentale” una ampia parte del Mondo. E' noto quali siano le preoccupazioni dei governanti cinesi: una crescita del PIL inferiore all'8% annuale crea problemi interni che rischiano di portare ad uno sfaldamento della Repubblica Popolare, e stiamo parlando del sistema politico ed economico formalmente meno integrato all'Occidente. La pervasività delle tecnologie, la complessità dei rapporti economici, il passaggio dall'economia industriale all'economia dei servizi creano connessioni difficili da individuare ex ante che possono generare infiniti casi di élites che possono fruire di attraenti moral hazard. Due esempi molto schematici chiariranno meglio il pensiero. La crisi dei mutui subprime è stata generata da …

La democrazia attenuata 4/5

La politica rincorre l'economia? Ci aspetta una “democrazia oligarchica”?Oltre alle osservazioni di Pareto e prima ancora dell'avvento della globalizzazione è la complessità del nostro mondo a porre nuovi interrogativi sul futuro della democrazia e dei suoi strumenti. Le problematiche alle quali sono chiamati a decidere i cittadini sono sempre più complesse e di respiro sempre più ampio. Se possiamo illuderci – a mio avviso erroneamente - che un tempo fosse più facile per il popolo comprendere gli argomenti sui quali era chiamato a decidere, e se oggi fa sorridere che in alcuni cantoni svizzeri sia ancora necessario un plebiscito comunale per autorizzare gli ampliamenti delle abitazioni, credo sia oramai palese la distanza tra il corpo elettorale e gli argomenti sui quali è chiamato talvolta ad esprimersi. Se comunque nel passato potevano essere concepibili e forse adeguati i meccanismi della democrazia diretta già dagli anni 80 del secolo scorso con l'ondata dei referen…

La democrazia attenuata 3/5

La disillusione di Pareto Agli inizi del 20° secolo Pareto si propone di rifondare la sociologia partendo da due osservazioni: la prima è che nella maggior parte dei casi l'individuo si comporta in maniera non logica: per dirla in termini berniani Pareto osserva acutamente che siamo in balia del nostro Bambino. La seconda deriva dalla constatazione che all'interno delle società vi sono gruppi che dispongono di potere e ricchezza ed altri che ne hanno quantità sensibilmente inferiori. Evidentemente i tempi erano maturi e i padri della psicoanalisi non erano gli unici ad avvertire la necessità di allargare il raggio delle esplorazioni del comportamento umano. Pareto quindi elabora una teoria delle élites dove sostiene che ogni società nel corso del proprio sviluppo ha dovuto misurarsi con il problema dello sfruttamento e distribuzione delle risorse scarse. La creazione di élites è stata la risposta generale, declinata tramite differenti meccanismi sia di formazione sia di ric…

La democrazia attenuata 2/5

La democrazia liberale e la fuga in avanti dei libertarismi Il pensiero liberale e le forme di governo che ne discendono sono estremamente robuste perché hanno trovato il giusto equilibrio tra la limitazione dell'individuo - che semplicemente non deve attentare in modo immediato e diretto alla vita e agli interessi dei propri simili - e la possibilità di comportarsi in modo istintuale, ovvero di lasciare che il proprio bias si esprima. Ritengo che il pensiero liberale sia l'evoluzione darwiniana di un sistema dove - per ragioni che sarebbe troppo lungo esaminare - la produzione materiale è cresciuta moltissimo, rendendo inutile la forte rigidità sociale che è invece necessaria in altri contesti per assicurare la continuazione del sistema attraverso la salvaguardia del gruppo dirigente. La rigidità sociale diventa cioè un esoscheletro che, dato l'ambiente meno difficile, può essere abbandonato.

In sostanza limitando poco quelli che Keynes definiva gli “animal spirits” i cit…

La democrazia attenuata 1/5

Questo è il primo di 5 post collegati relativi ai limiti della democrazia. Vi offro la riduzione di un lavoro più ampio che mi ha impedito di essere presente di recente con argomenti di attualità.

Si tratta di un lavoro decisamente tecnico reso ancora più ostico dal fatto che viene pubblicato in forma ridotta.

Complimenti vivissimi a chi riuscirà ad arrivare in fondo.

Se si esclude un manipolo di precursori, da Condorcet a Serge Latouche - il dibattito sui limiti della democrazia è questione relativamente recente: il mio contributo è teso a rimarcare il punto di vista, attinente alle ragioni “profonde” del successo e dei limiti del sistema politico ed economico occidentale, che è connesso alla struttura psicologica dell'uomo. Anticipo in una battuta la conclusione: sfortunatamente, l'ampliamento dell'analisi a questi ambiti non induce all'ottimismo: se le mie osservazioni fossero, come ritengo siano, sostenibili, sarebbero invalidati alla radice parte degli strumenti c…