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Il diavolo in cattedra - Trasparente come un diamante?

Premessa e scuse

Chiedo subito perdono all'amico che ha stimolato la discussione iniziale sui diamanti. In genere, specie se ho un contrasto, non ritorno sul terreno dello scontro perché è indelicato, ma l'impennata di accessi al blog mi impone una prosecuzione del tema.

Gli prometto che mi farò perdonare in qualche modo. Per adesso almeno si goda questa canzone e le curve mozzafiato della cantante.

Per tacitare la coscienza vi suggerisco di sostituire la voce "diamanti" con "opere d'arte": delle quali parlerò malissimo (anche peggio dei diamanti) in un prossimo futuro.

Calandomi infine nella parte del lettore smaliziato osservo che - se l'argomento è così "caldo" - un trombone come me può continuare pure a fare teoria, intanto la gente attirata dalle gemme fa fluire i soldi nel settore e quindi, monopolio o no, per ora c'è una speranza di guadagno.



Utile come un termometro senza scala

Abbiamo visto la volta precedente che:
- la numerosità / comportamento  dei compratori e venditori genera una struttura di mercato. Questa può dare maggiore forza contrattuale ad una delle parti. 
- il prezzo è una stima di quanto è utile un bene.

E' importante capire bene anche questo secondo punto. Se ho molta sete sono disponibile a comperare una bottiglietta di acqua anche a caro prezzo, come ben sanno i gestori dei bar delle stazioni; se non ho sete o ne ho poca invece non mi priverò del valore che mi viene richiesto. Infine se sto per morire di sete sarò lieto di pagare anche molto di più del prezzo di vendita. L'utilità varia in base alle condizioni soggettive.

Il prezzo se "correttamente formato" è quindi una stima attendibile del valore che mediamente viene attribuito ad un bene. E comperare al prezzo "giusto" è quindi metà dell'opera di investimento.

Possiamo adesso intuire che, se un mercato è molto "affollato" di domanda ed offerta (tecnicamente un mercato affollato si definisce si dice "liquido") il prezzo è un metro fedele di quanto sia mediamente utile il bene scambiato.

Ma se il mercato non è liquido?


Iniziano i problemi, perchè anche se non c'è un monopolista
(od un monopsonista) non è detto che il prezzo al quale viene effettuato lo scambio rifletta un valore mediamente condivisibile: l'eccezione potrebbe prevalere sulla regola.

I pochi prezzi di scambio potrebbero cioè essere frutto di condizioni eccezionali.

Non avete mai avuto un parente o conoscente che ha dovuto vendere un appartamento di corsa e si è lamentato per anni ed anni che lo hanno preso per il collo?


Se siamo la parte debole quali sono i fattori critici da valutare quando consideriamo l'acquisto di un qualunque bene "da investimento"?


L'uniformità del bene offerto. Ciascuna azione delle Generali è identica ad un'altra ed è indifferente possedere questa o quella. La controparte "forte" non può accampare una (pretesa o reale) difformità dallo standard per spuntare un prezzo migliore. Meno vero è per le case, meno ancora per oggetti più rari come gemme, gioielli, quadri, orologi, vino.

La struttura di mercato. Se i compratori o i venditori si comportano come se fossero uno solo, il mercato genera prezzi svantaggiosi per la controparte.

Naturalmente il "cartello" deve funzionare bene, non come l'OPEC, dove gli accordi sono spesso messi in discussione a seconda delle necessità di bilancio dei singoli Paesi membri.

La suddivisione in uno o più mercati. Se c'è un mercato (inter)nazionale unico c'è maggiore liquidità, se ci sono 10 mercati differenti la liquidità è decisamente minore.
Varrebbe la pena anche di considerare quali sono i limiti del mercato. Mi spiego con un esempio: se devo vendere una pietra preziosa che prezzo mi fanno a Milano? E ad Amsterdam? E sono disponibile a volare fin laggiù?


La presenza di molte domande / offerte per ciascun livello di prezzo. Questo permette la determinazione precisa del prezzo. Un conto è avere un metro millimetrato ed un conto è avere un metro con i decimetri.

La pubblicità dei prezzi. E' palese che se non si sa a quali prezzi sono stati scambiati i beni simili la transazione per la parte debole diventa un po' più difficile.


Quali sono gli interessi della "parte forte"?

Naturalmente sono quelli opposti.

Non ci deve essere un mercato, i concorrenti se presenti devono essere deboli, la domanda e l'offerta devono essere frazionate e le informazioni sui prezzi devono circolare il meno possibile, non ci deve essere liquidità, non ci deve essere una autorità di mercato.


A questo punto mi pare di sentire una voce che mi dice: "Eppure caro il mio saputello il mercato tira".

Ammesso che sia vero, qual'è il grandissimo vantaggio di un bene di investimento che possiede le caratteristiche di non uniformità e di opacità di mercato?

Quella più ambita dall'uomo.

Poiché "occhio non vede, cuore non duole" non sapere che si sta perdendo è la migliore lusinga. Per contro avere tutti i giorni il Grillo parlante che ti accusa di non essere stato oculato nell'allocazione dei risparmi è devastante.

E' nota altresì la fine del Grillo.


Allora non si deve proprio investire in diamanti?

Se si è consapevoli che ci si infila in una situazione dove non c'è un mercato (non esiste un luogo deputato agli scambi) dove i beni sono tutti differenti, dove i prezzi non sono noti, e dove la struttura di mercato è monopolistica certo che si può farlo.

Se fossi un venditore di diamanti direi che comperando un diamante oggi in qualche modo è come diventare soci con il monopolista: questi non ha interesse a far scendere i prezzi.


E' quasi vero. L'obiettivo del monopolista non è la stabilità o la crescita dei prezzi ma la massimizzazione del profitto, che può avvenire anche con un ribasso dei prezzi a determinate condizioni.

Quindi le domande da fare al venditore di diamanti  sono:

- Quali sono i motivi per i quali ritieni che nei prossimi anni il monopolista non avrà interesse a far scendere il prezzo?
- Quali fattori esterni potrebbero portare il monopolista a cambiare politica?

- Sei ingrado di avvertirmi in tempo e di liquidare il mio portafoglio in tal caso? E visto che il mercato è illiquido spiegami come farai.

Per concludere un trailer sulle prossime puntate.

- Peggio dei diamanti? I quadri!



- Chiedete al vostro agente immobiliare di cambiare metodo di vendita del vostro alloggio.





PS qualcuno potrebbe pensare che mi sono maliziosamente dimenticato dei vantaggi della decorrelazione e della "tenuta" dei prezzi nei momenti di crisi.

Ecco qui le risposte, molto brutali.


Decorrelazione. Calcolata sulla serie storica lunga quanto? E con quali prezzi, visto che il listino è "a muzzo"?

"Tenuta" dei prezzi. Se il mercato è illiquido nei momenti di crisi si contraggono gli scambi e si attendono tempi migliori: non si segnano prezzi, e chi è preso per il collo si sente vittima di una epocale sfortuna.



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