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Di chi è questo?

Chi ha più di 40 anni si ricorderà di sicuro a quale Pubblicità Progresso appartiene questa frase...

Oggi voglio esprimere una riflessione sulla vicenda dei bambini scambiati a Roma.

In un ospedale è stato impiantato l'embrione "sbagliato" nel grembo di una donna che lo partorirà e che se lo vuole tenere. Tuttavia anche la madre biologica lo vuole "indietro".

A giorni un giudice dovrà emettere una sentenza sul caso, ovvvero stabilire di in quale famiglia dovrà crescere il bambino.



Prevedo che il piccolo diventerà maggiorenne e la battaglia legale sarà ancora in corso.

Sebbene non sia un giurista voglio dire la mia.


Pare che la legge affermi che il figlio è di chi lo partorisce.
Quindi allo stato attuale parrebbe che la donna che lo partorirà se lo potrà "tenere".

A mio avviso il giudice dovrebbe invece imporre la "restituzione".

Lo spirito della Legge prevede che il figlio sia della madre che lo partorisce per creare un legame diretto, a favore del bambino.

Questo legame può essere rescisso ma solo con l'assistenza di un tribunale apposito e con opportune procedure che tutelino gli interessi del minore.

Quando la Legge è stata fatta non si poteva prevedere questo caso, ma da un punto di vista logico non è rilevante.

Si sposta solo "a monte" la  questione.

L'atto della nascita era una pietra miliare perchè la tecnologia non permetteva la fecondazione in vitro. Ma il punto che pare degno di tutela per il legislatore è quello del legame "di sangue".

Questo legame esiste ed è rivendicato da una donna che solo accidentalmente non è colei la quale partorirà.

Ma non solo: se il giudice dovesse sentenziare a favore della donna che partorirà butterà alle ortiche una larga fetta della attuale tutela legislativa dei minori, tribunali dei minori compresi (almeno per le adozioni).

Se oggi infatti è prevista la tutela dei legami di sangue, che - come dicevo prima - possono essere recisi solo con modalità speciali, una sentenza differente da quella che ritengo coerente con questa logica negherà questa impostazione e affermerà che un bambino è di chi se lo prende.

Questa sentenza sconfesserebbe l'operato di quei tribunali che ad esempio avevano imposto l'allontanamento dei minori dalle famiglie "adottive" qualora fosse stato accertato che in realtà queste avevano comperato il piccolo (chi ricorda il caso di Serena Cruz?).




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