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Visualizzazione dei post da Maggio, 2015

Cosa faccio con i miei soldi? E quanto rischio veramente?

Buongiorno a tutti.
A causa dei miei problemi di salute non ho molte forze da dedicare al blog, per questo riprendo un vecchio argomento che mi pare interessante ed ancora attuale.

Pongo la domanda tipica dell'investitore di questi tempi.
Visto che i titoli di Stato rendono poco cosa posso fare? E quanto devo rischiare? E come?

Per dare una risposta veramente completa occorrerebbe scrivere un libro.

Invece per dare una risposta breve possiamo dire: 1) devi rischiare, 2) devi mixare asset rischiosi e asset meno rischiosi.

Proviamo a stilizzare una situazione con una tabella.

Per semplicità assumiamo
- un solo orizzonte temporale: 5 anni.
- che il rendimento dell'obbligazionario sia 0.

Immaginiamo quindi di mettere il 90% o l'80% o il 70% del nostro patrimonio "sotto una mattonella" a rendimento 0, con una perdita certa: quella dell'inflazione.
Ipotizziamo poi che il complemento alla percentuale messa sotto la mattonella venga investita in un asset rischioso …

Bad Banks e Bad Girls

Chi ha qualche anno sulle spalle certamente ricorderà un epico album di Donna Summer.

Chi ha meno anni avrà almeno sentito il detto "le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze dappertutto".

Cosa hanno dunque in comune le bad girls e le bad banks?

Se le bad girls e le bad baks fanno danni solo a loro stesse o a chi le frequenta "sono nel loro". Se invece fanno danni anche a chi non le frequenta ovviamente no.

E' recente la storia della bad bank austrica fallita.

Il rischio che temo è che le bad banks facciano danni a noi tutti.

Cosa è una bad bank? Una banca che compera i crediti incagliati di altre banche e li detiene fino a quando la situazione si è risolta, in un modo o nell'altro.

Ma con quali soldi? Bella domanda. Se la banca è pubblica o semipubblica i soldi saranno in tutto o in parte provenienti dalle nostre tasche.

E che male c'è a fare una bad bank con i soldi pubblici? In questo modo si rilanciano le altre banche, quelle che adesso…

I bias comportamentali, dalle locomotive agli investimenti

La mente - per ridurre la fatica - tende ad essere conservatrice: una volta che ci si è formati una idea la si mantiene a lungo, anche a dispetto dei gravi indizi che si possano accumulare contro di essa.

Non è dunque un caso che le nostre nonne ci consigliassero di fare una bella "prima impressione".

Il senso di smarrimento di fronte ad episodi epocali, a tecnologie o eventi disruptive fornisce esempi eclatanti.

Stephenson jr creò la sua locomotiva Rocket nel 1829: era il primo mezzo che poteva superare i 50 km/h. Una velocità mai raggiunta prima di allora.

In quel tempo svariati esperti affermarono (ex ante) che l'uomo non poteva respirare a simili velocità e pertanto i passeggeri di un tale aggeggio sarebbero morti per asfissia o per l'esplosione dei polmoni.

E' noto inoltre che Einstein non ha preso il Nobel per la teoria della relatività, ma per gli studi sull'effetto fotoelettrico.

Ma non solo. Nei giorni successivi allo sbarco in Normandia lo Stat…

Black bloc, isis e fascisti sono la stessa cosa

Un post al volo, per non far morire di inedia il blog.

Oggi giochiamo tra il rosso ed il nero, alla faccia di Stendhal.

Esiste un fil rouge che lega le tre sfumature di nero succitate?

Ci sarebbe un interessante discorso psicologico sul colore nero, inteso come colore della costrizione. Interessante notare - per esempio - come venisse usato un fazzoletto di quel colore per coprire il seno delle puerpere e quindi indurre allo svezzamento i poppanti più pigri.

Percorrere quella strada però ci porterebbe a fare un giro molto ampio e la sera del primo maggio preferisco la scorciatoia, usando la tesi di un libro di Karl Popper. "La società aperta ed i suoi nemici".

Cosa accomuna secondo Popper queste tre manifestazioni putrescenti?

Riprendo ancora una volta un concetto che per i due o tre che mi seguono da più tempo a questo punto sarà super evidente (per es. qui): dico a costoro di smettere di leggere, tanto avete capito dove voglio andare a parare.


Popper sostiene che la verità non s…