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Poste Italiane - Conviene aderire all'IPO?

La mia posizione sulle IPO è nota, almeno ai lettori che mi seguono da tempo:
esiste una asimmetria informativa tra chi vende e chi compera che è tutta a favore del venditore.

Quindi un aderente ad un'opa potrà fare un buon affare solo se il venditore glielo concede

Che la mia opinione aprioristica possa essere foriera di cattivi affari è sotto gli occhi di tutti, poiché, per esempio, sconsigliavo, sempre aprioristicamente, l'opa di OVS che ha fatto meglio del mercato.

Occorre aggiungere però che i conti per un investitore si devono fare "alla fine". Per esempio EGP (fine 2010) non si è discostata troppo dall'indice di riferimento e quindi non ha nè favorito nè danneggiato un acquirente. Lo ha solo fatto rischiare inutilmente concentrando il suo rischio.

Resto quindi dell'idea che per un investitore "non accompagnato" vale sempre la regola che è meglio non procedere con l'acquisto di azioni singole.


Una bella disamina delle attività di Poste Italiane la fa il mio amico Corrado Griffa qui.

Vi invito a leggerla.

Allora meglio non comperare, anche stavolta?

NI

Una considerazione "esterna" mi induce a valutarne attentamente l'acquisto, (sempre che si abbia un profilo di rischio adeguato e dopo aver letto tutti i documenti) solo a fini speculativi, badando bene di non farlo perché si vuole puntare ad incassare il bonus tra 1 anno.

Gli è che (direbbe Montanelli) siamo sotto il regno di Matteo 1° il Guiscardo, e questa operazione è la prima dopo la famosa stagione delle "privatizzazioni".
L'Italia deve ripartire, il popolo deve "vederlo".

Questa operazione deve andare bene per motivi politici. E' quindi possibile che queste azioni salgano prima che i nodi arrivino al pettine.

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https://drive.google.com/file/d/0B7gR8amnCKIAQ0E1V0VuNGdkYXM/view

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